- RVF | 98
Recensione di un vino
- Revue des Vins de France 98 / 100
Magnum Châteauneuf-du-Pape 2022 Le Vieux Donjon | Rodano
Classico e di gran classe!
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Fedeltà e vantaggi
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Scheda tecnica
Capacità
75 cl
Annata
2023
Vitigno/i
Grenache, Syrah, Mourvèdre, Cinsault
Denominazione
Châteauneuf-du-Pape
Vinificazione
Vendemmia manuale, macerazione e successiva fermentazione con lieviti indigeni
Allevamento
12 mesi in botti di rovere
Filosofia e stile
Tipo di vino
Rosso
Tipo di coltivazione
Biologico non certificato
Stile
Puro e generoso
Tipo di terreno
Argilloso-calcarei e sabbiosi
Degustazione
Suggerimenti gastronomici
Spalla di agnello allo spiedo, verdure estive arrosto ed espuma di patata dolce al rosmarino
Consigli per l'utilizzo
18 °C
Apogeo
2031-2043
Il Châteauneuf-du-Pape del Vieux Donjon affonda le sue radici nei diversi appezzamenti della tenuta, distribuiti tra Châteauneuf e Courthézon, su terroir emblematici che combinano ciottoli levigati, argille rosse e calcari sabbiosi. Questi terreni, caratteristici della denominazione, garantiscono sia l’accumulo di calore che la regolazione idrica, consentendo alle uve di raggiungere la piena maturità pur conservando il proprio equilibrio. L’assemblaggio si basa prevalentemente sul Grenache, integrato da Syrah, Mourvèdre e Cinsault. I vigneti, con un’età media di diversi decenni, sono coltivati con rigore e vendemmiati manualmente. La vinificazione privilegia una lunga macerazione in vasche di cemento, seguita da un affinamento in botti di rovere per 12 mesi, senza ricercare note legnose marcate, al fine di preservare la purezza del frutto.
Philippe Mischler, sommelier presso Mundovin: QuestoChâteauneuf-du-Pape rosso del Vieux Donjon si inserisce nella continuità dello stile che ha reso famosa la tenuta, con quella rara capacità di coniugare profondità e moderazione. Laddove alcuni Châteauneuf possono scivolare nell’opulenza, Le Vieux Donjon propone un’interpretazione più lineare, più accessibile e profondamente equilibrata. All’interno della gamma, è un vino d’autore, fedele al proprio terroir e immediatamente comprensibile, che sedurrà sia gli intenditori che gli appassionati dei grandi rossi del Rodano meridionale.
Al naso si apre con intensità ma senza eccessi su un registro di frutti neri maturi, con la ciliegia nera e la prugna, rapidamente arricchito da note di gariga, timo, alloro e spezie dolci. Con l’aerazione emergono sfumature di pepe nero, liquirizia, cuoio e un leggero sentore affumicato che conferisce complessità e profondità senza mai appesantire l’insieme.
Al palato si conferma questa impressione di equilibrio ben controllato: l’attacco è ampio e vellutato, sostenuto da tannini presenti ma perfettamente integrati. La struttura, al tempo stesso densa e fluida, sviluppa sapori di frutti neri, spezie e note leggermente cioccolatose, sostenute da una trama fresca che allunga il vino. Il finale, lungo, lineare e sottilmente salino, prolunga la degustazione con eleganza, caratterizzando uno Châteauneuf-du-Pape al tempo stesso profondo, digeribile e decisamente gastronomico.
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