Un enologo diventato il portavoce di Marsannay
Il Domaine Sylvain Pataille è la storia di una scommessa audace nei vigneti di Marsannay, all’estremità settentrionale della Côte de Nuits. Fondata nel 1999, la tenuta ha mosso i primi passi in modo modesto con un solo ettaro di vigneti, affittato da un giovane enologo appassionato del proprio mestiere e ancora sconosciuto... O quasi: prima di firmare le proprie annate, Sylvain Pataille si era già fatto una solida esperienza come consulente enologico a Beaune.
Quando installa le sue vasche a Marsannay, denominazione a lungo confinata alla reputazione di vini piuttosto rustici, ha già l’ambizione di dare a questo vigneto ancora sottovalutato una voce singolare nel coro delle denominazioni della Borgogna. Fin dai suoi esordi, Sylvain Pataille si è affermato come un accanito difensore dei vitigni dimenticati, comel’Aligoté, e come ambasciatore del Pinot Nerosui pendii calcarei del nord della Côte de Nuits. All’ombra di prestigiosi vicini come Gevrey-Chambertin o Fixin, lavora senza sosta. Due decenni dopo, l’avventura si è trasformata in un punto di riferimento imprescindibile della regione, con quasi 17 ettari coltivati con metodi biologici e biodinamici, guidati da una ricerca di autenticità e indipendenza. E grazie alla pazienza e al rigore, oggi è in procinto di conferire a Marsannay un prestigio senza precedenti.
Una filosofia da vignaiolo artigiano
In controtendenza rispetto a una viticoltura orientata alla produttività, Sylvain Pataille ha scelto fin da subito di coltivare i propri vigneti con metodi biologici, per poi spingersi oltre verso i vini biodinamici, senza certificazione. Per lui, rispettare i cicli naturali non è una semplice presa di posizione, ma un modo di vivere in sintonia con l’ambiente e di rivelare la verità dei climi. Da perfezionista, cerca di esprimere la singolarità di ogni appezzamento senza artifici e privilegia una viticoltura il meno interventista possibile. La vendemmia viene effettuata a mano per preservare l’integrità degli acini, che vengono poi selezionati con meticolosità.
In cantina, punta su vinificazioni delicate, in cui l’estrazione rimane moderata per non forzare mai l’espressione dei vitigni. Le fermentazioni si basano esclusivamente sui lieviti presenti sugli acini per trasmettere con sincerità l’identità del terroir e dell’annata. L’affinamento avviene principalmente in botti di Borgogna già utilizzate per diversi vini, limitando l’impatto del legno nuovo per conferire struttura e armonia senza mascherare la purezza aromatica. Nessuna o pochissima aggiunta di zolfo prima dell’imbottigliamento: il risultato sono cuvée di grande chiarezza, in cui la precisione del frutto si coniuga con una consistenza setosa e un’energia che oggi si impone come firma distintiva della tenuta.
Le mille sfaccettature di Marsannay
Il lavoro della tenuta Sylvain Pataille trova la sua piena espressione nel vero e proprio mosaico geologico di Marsannay. Gli appezzamenti si estendono dalle zone di pianura, più ricche di sedimenti alluvionali, fino ai pendii ripidi esposti a est e a sud-est, che presentano terreni di calcare duro, detriti marnosi e argilloso-calcarei bruni. Questa complessità geologica permette alle tenute di giocare su un'ampia gamma di espressioni: dai bianchi lineari e minerali ai rossi corposi e strutturati.
Le tenute coltivano prevalentemente il Pinot Nero, vitigno regnante della Côte de Nuits, ma Sylvain Pataille dedica particolare attenzione anche allo Chardonnay, che qui produce vini bianchi al tempo stesso tesi e generosi. Soprattutto, si è affermato come un fervente sostenitoredell’Aligoté, un vitigno a lungo emarginato che il vignaiolo ha contribuito a rivalutare. I suoi vigneti, situati su pendii ben esposti e talvolta di vecchia data, dimostrano che questo vitigno, a lungo considerato secondario, può raggiungere una complessità insospettabile quando viene coltivato su grandi terroir e vinificato con cura.
Ogni cuvée del Domaine Sylvain Pataille riflette questa ricerca di equilibrio tra la tipicità del vitigno e l’unicità del terreno, rendendo Marsannay un vero e proprio laboratorio a grandezza naturale per esplorare la ricchezza dei vini di Borgogna.
Cuvée emblematiche che raccontano un terroir
La gamma del Domaine Sylvain Pataille illustra questo lavoro di fondo portato avanti da quasi vent’anni. Tra i bianchi, il Bourgogne Aligoté e il Bourgogne Aligoté Clos du Roy mettono in risalto questo vitigno storico con espressioni di sorprendente tensione minerale. Attraverso il Bouzeron, denominazione di riferimento per l’Aligoté, Sylvain Pataille conferma il suo ruolo di portavoce di questo vitigno dimenticato in una cuvée mozzafiato per la sua fruttuosità e complessità.
I vini bianchi di Marsannay rivelano un altro aspetto della tenuta. Tra i più noti, il Marsannay biancoseduce per il suo equilibrio tra freschezza e ampiezza, mentre il Marsannay bianco La Charme aux Prêtres si impone come una cuvée da singolo appezzamento vibrante di purezza.
Per quanto riguarda il Pinot Nero, il Marsannay rosso esprime la sincerità del vitigno nella sua versione più accessibile, pur conservando una bella struttura. Il Marsannay rosso Clos du Roy, proveniente da un terroir storico della denominazione, mostra maggiore profondità e una dimensione più solare. Infine, il Marsannay «La Montagne» si distingue per la sua potenza e la sua persistenza, simbolo della nobiltà che può raggiungere questo cru, ancora alla ricerca di un riconoscimento ufficiale tra i premiers crus della Côte de Nuits.