Vantaggi e fedeltà

Pierre Frick

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La tenuta Pierre Frick è una tenuta iconica dell’Alsazia. Jean-Pierre, sua moglie Chantal e il loro figlio Thomas coltivano 12 ettari di vigneti nella zona di Pfaffenheim, nei pressi di Colmar. 

Jean-Pierre Frick è il vignaiolo pioniere della biodinamica in Alsazia e da sempre un attivista ambientalista. Infatti, è nel 1970 che decide di convertirsi a questa pratica, un po’ folle per l’epoca, che consiste nel lavorare il proprio terroir in base al ciclo lunare, ma anche nell’effettuare trattamenti naturali con infusi di piante. A quell’epoca era considerato un emarginato pericoloso, oggi molti vignaioli vengono da lui a chiedere consiglio. A riprova del fatto che il pazzo di ieri può diventare il genio di domani. 

Per quanto riguarda la cura dei vigneti, tutta la famiglia Frick condivide lo stesso spirito di rispetto, autenticità ed eccellenza. Lavorano i loro vigneti senza alcun input chimico, né pesticidi né prodotti di sintesi. I terroir di cui dispongono sono prevalentemente calcarei, il che conferisce ai vini freschezza, precisione e una grande capacità di invecchiamento. 

In cantina, Jean-Pierre Frick è ponderato: non vuole commercializzare vini che definisce «instabili» e si concede quindi la libertà di aggiungere una quantità molto ridotta di anidride solforosa ai suoi vini, valutando caso per caso. L’obiettivo è ovviamente quello di non aggiungere affatto zolfo, ma a volte la natura non lo permette. 

Oltre ad essere ferventi difensori dei propri terroir e del rispetto per la vita, la famiglia Frick è una famiglia di innovatori. Infatti, è a partire dal 1999 che hanno deciso di fare il grande passo e di smettere di utilizzare tappi di sughero. Oggi, tutti i loro vini sono chiusi con capsule simili a quelle che si trovano sulle lattine di birra. Si tratta di una soluzione intelligente che funziona in modo straordinario. La famiglia Frick effettua regolarmente un confronto tra lo stesso vino dell’annata 1999 con tappo di sughero e con capsula: il risultato è inequivocabile. La capsula permette al vino di conservare un’incredibile freschezza; il vino matura, ma senza alcun aroma di sughero, che inevitabilmente si degrada con il tempo... 

Le annate delle tenute Pierre Frick a noi particolarmente care sono le seguenti: l’unico Sylvaner Bergweingarten che Jean Pierre Frick fa sistematicamente degustare alla cieca per non influenzare le persone sul fatto che si tratti di un Sylvaner, vitigno molto mal visto da molti appassionati di vino. Il magnifico Riesling Grand Cru Vorbourg, uno dei pochi grand cru alsaziani ideali da bere nei primi tre anni, caratterizzato da una freschezza e da una golosità uniche. Come non parlare dei suoi incredibili Pinot Nero, che si tratti dello Strangenberg, uno dei più grandi Pinot Nero da invecchiamento dell’Alsazia, o del Rot Murlé, un Pinot Nero rustico e speziato.

Come avrete capito, questa tenuta è un vero e proprio colpo di fulmine nel mondo dei vignaioli naturali. Per noi rappresenta uno degli esempi da seguire nell’evoluzione della viticoltura in Francia. 

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