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- Bio : proveniente da agricoltura biologica
Fleur de Cailloux 2023 Jean-Philippe Padié | Roussillon
Il “Fleur de Cailloux” di Jean-Philippe Padié è uno dei vini bianchi imperdibili della...
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Fedeltà e vantaggi
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Scheda tecnica
Capacità
75 cl
Annata
2022
Vitigno/i
Carignan e Syrah
Denominazione
Vino francese
Vinificazione
Vendemmia manuale, macerazione a grappoli interi
Allevamento
18 mesi in vasche di cemento
Filosofia e stile
Tipo di vino
Rosso
Tipo di coltivazione
Certificata biologica
Stile
Puro e generoso
Tipo di terreno
Scisti neri e marne calcaree
Degustazione
Suggerimenti gastronomici
Noce di capriolo al pepe di Sarawak, riduzione di aceto balsamico e lamponi
Consigli per l'utilizzo
17 °C
Apogeo
2027-2032
Il “Petit Taureau” di Jean-Philippe Padié è una delle espressioni più accattivanti di questo talentuoso vignaiolo artigianale del Roussillon. Piantati sulle aride alture di Calce, i vigneti affondano le radici in profondità, offrendo rese modeste ma una bella concentrazione nelle uve. In questo assemblaggio proveniente da diverse piccole parcelle, il Carignan sui scisti neri e il Syrah sulle marne calcaree formano un potente binomio antagonista, che riflette la diversità geologica delle Fenouillèdes. Qui non c’è nulla di spettacolare: solo un terroir esigente, che si conquista lentamente, con grande attenzione.
Jean-Philippe Padié, formatosi presso Gauby e Mas Amiel, coltiva i suoi vigneti con agricoltura biologica secondo i principi più rigorosi della biodinamica, dedicando a ogni gesto un’attenzione artigianale. Il suo savoir-faire si esprime con brio in questa cuvée, che unisce la profondità del Carignan alla tensione floreale del Syrah. Una vinificazione delicata, senza additivi superflui, e un affinamento in vasche di cemento consentono di produrre un rosso vivace, libero ed equilibrato, che riflette fedelmente la personalità dei vitigni e del terroir.
Philippe Mischler, sommelier presso Mundovin: «Petit Taureau è un vino che sorprende e che è all’insegna dell’equilibrio: allo stesso tempo selvaggio e preciso, istintivo ma disciplinato». L’assemblaggio di Carignan e Syrah conferisce un profilo di frutti neri brillante, dotato di una vera profondità, con quella grana naturale dal taglio salino che fa tutta la differenza. È senza dubbio uno dei più bei rossi del Roussillon.
Al naso il vino si apre su un bouquet succoso di mora, ciliegia e prugna, impreziosito da un sottile tocco floreale, a metà tra la violetta e la peonia. Si percepisce una nota sanguigna che evoca una leggera riduzione, che si fonde mirabilmente con gli accenti di pepe nero, liquirizia e cuoio. Una leggera nota affumicata conferisce una deliziosa complessità e allunga la gamma aromatica.
Al palato, l’attacco è morbido, immediatamente gustoso. Il centro bocca rivela una consistenza setosa, ben sostenuta da un’acidità fresca che dona vigore ai frutti neri. I tannini fini assicurano una struttura leggera e digeribile, ma ben presente. Il finale si protrae a lungo e con profondità, tra freschezza mentolata, frutti neri e un'amarezza che stimola la salivazione.
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