Vantaggi e fedeltà
Clos Venturi

Clos Venturi

Alle origini del Clos Venturi: l’eredità della tenuta Vico Nel cuore montuoso della Corsica , sulle alture granitiche di Ponte Leccia , un vigneto fuori dal comune racconta una storia di tramandazione, altitudine e rinascita. Il nome Clos...

Vini della Corsica

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1769 rosso 2024 | Clos Venturi

1769 rosso 2024 Clos Venturi | Corsica

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Alle origini del Clos Venturi: l’eredità della tenuta Vico

Nel cuore montuoso della Corsica, sulle alture granitiche di Ponte Leccia, un vigneto fuori dal comune racconta una storia di tramandazione, altitudine e rinascita. Il nome Clos Venturi risuona oggi come un punto di riferimento per gli appassionati di vini isolani d’eccezione. Ma la sua origine risale a un’altra avventura, quella del Domaine Vico, fondato nel 1901 dal visionario Jean Vico, che piantò vigneti dove nessuno avrebbe mai osato farlo: ai piedi delle montagne, a oltre 400 metri di altitudine. Nel 2005, la famiglia Acquaviva-Venturi, alla guida della tenuta, si lancia in un progetto parcellare unico: il Clos Venturi. Una selezione delle più belle parcelle del Domaine Vico, coltivate con metodi biodinamici, a mano e con l’aiuto dei cavalli, diventa così il cuore pulsante di questa nuova firma corsa, dove i vitigni autoctoni rinascono con brio.

La rinascita dei vitigni corse ancestrali

Niellucciu, Sciaccarellu, Vermentinu, Biancu Gentile, Carcaghjolu Neru…A volte dimenticati, spesso poco conosciuti, i vitigni corsei ancestrali sono la materia prima di questo progetto impegnato e sincero. Ogni grappolo raccolto a mano è il frutto di un lavoro paziente, condotto senza l’uso di sostanze chimiche, nel rispetto dei ritmi lunari. Perché al Clos Venturi la biodinamica non è una parola chiave di marketing: qui la natura detta legge e i vignaioli la ascoltano. Su terreni di granito, scisto e arenaria, in un clima in cui la freschezza delle notti bilancia il calore del giorno, i vitigni autoctoni ritrovano la loro piena espressione.

Nelle cantine, la vinificazione avviene senza artifici e i lieviti indigeni agiscono liberamente. L’affinamento, effettuato in grandi botti, in barrique o in anfore, rispetta l’equilibrio naturale dei mosti. Lontani da standard rigidi, i vini del Clos Venturi esprimono la loro annata con integrità, precisione ed energia. Raccontano il loro terreno, il loro climat, la loro montagna.

Cuvée che raccontano il terroir dell’isola

Le tenute propongono cuvée rosse, bianche e rosate. Alcune, come le cuvée Brama, rivelano l’unicità di un unico vitigno in un profilo puro e raffinato. Altre, come Le Clos o Altare, incarnano la complessità di assemblaggi ben ponderati, in cui ogni componente svolge il proprio ruolo senza stonature. Chemin de Croix racconta il coraggio dei vigneti arroccati su pendii scoscesi dove è possibile solo il lavoro manuale, regalando rossi di rara intensità. Chiesa Nera, nata da vitigni autoctoni bianchi e rossi, esplora le vette aromatiche di una Corsica minerale e solare. E nel 1769, così chiamato in riferimento alla battaglia di Ponte-Novu in cui la Repubblica corsa subì la sconfitta di fronte all’annessione francese, il Clos Venturi offre un approccio più accessibile e immediato, senza rinnegare la firma della Tenuta Vico: sincerità, precisione e radicamento in un terroir unico.

Più che un vigneto, Clos Venturi è diventato l’emblema di una Corsica viticola che guarda al futuro senza rinnegare le proprie radici. Un luogo in cui i vitigni autoctoni non sono un retaggio del passato, ma la promessa dei grandi vini di domani.

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