L’Auxey-Duresses “Le Graal” del Clos du Moulin aux Moines si afferma come una delle cuvée più esclusive della tenuta, proveniente dal cuore storico del vigneto della Côte de Beaune, in Borgogna. Situato alla confluenza tra Meursault, Pommard e Auxey-Duresses, il Clos du Moulin aux Moines è un raro monopolio, fondato dai monaci cistercensi nel 962. La cuvée Le Graal nasce da vecchi vigneti di Pinot Nero piantati tra il 1952 e il 1954, le cui radici affondano profondamente in terreni argilloso-calcarei, sabbiosi e limosi, lavorati nel rispetto assoluto della vita, esclusivamente a mano e con l’ausilio del cavallo. Dalla coltivazione alla vendemmia, ogni fase riflette un approccio artigianale fedele alla storia del luogo: la vinificazione integrale in botti di Borgogna avviene senza ausili meccanici né additivi enologici, basandosi sulla forza di gravità e sull’energia umana. Dopo una macerazione prolungata, una pressatura in un tradizionale torchio a vite e un paziente affinamento di 21 mesi, l’annata 2020 si è rivelata in una produzione limitata a sole 864 bottiglie.
Philippe Mischler, sommelier presso Mundovin: L’Auxey-Duresses «Le Graal» del Clos du Moulin aux Moines si distingue per la sua intensità e profondità, in linea con i grandi vini rossi della Côte de Beaune. È un vino al tempo stesso concentrato e raffinato, capace di evolversi mirabilmente nel corso degli anni. Esso incarna l’ambizione del Clos du Moulin aux Moines di dare vita a cuvée di alta gamma, in cui ogni dettaglio del terroir è esaltato da una precisione artigianale impeccabile. Nel panorama diAuxey-Duresses, questo raro monopolio impone la sua unicità e si afferma come un grande vino da invecchiamento.
Al naso, la cuvée rivela un’intensità sorprendente, inizialmente caratterizzata da frutti neri cotti e da una ciliegia candita quasi vino dolce. Man mano che il vino si ossigena, delicati sentori floreali si intrecciano con note più scure di prugna secca e cuoio pregiato. La gamma aromatica acquista ulteriore profondità con sentori più evoluti di sottobosco leggermente affumicato, che conferiscono all’insieme una dimensione quasi meditativa.
Al palato, l’attacco è ampio e generoso, sostenuto da un frutto nero maturo e setoso, dalla consistenza generosamente avvolgente. La struttura tannica, al tempo stesso morbida e perfettamente definita, sostiene con grazia il centro bocca. Un’acidità fine e ben integrata apporta tensione ed equilibrio, mentre la gamma aromatica svela progressivamente sfumature di cacao amaro e spezie dolci. Il finale è caratterizzato dalla nobiltà delle note amare e della consistenza, con una persistenza che costituisce la firma distintiva di questo eccezionale monopolo.