Vantaggi e fedeltà

Tenuta Aux Moines

Adagiato sulle ripide colline della Loira , a Savennières , il Domaine aux Moines è uno di quei luoghi in cui il vino sembra nascere da un dialogo ancestrale tra la terra e coloro che la coltivano. La sua storia vitivinicola risale al XII...

Vini della Loira

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Adagiato sulle ripide colline della Loira, a Savennières, il Domaine aux Moines è uno di quei luoghi in cui il vino sembra nascere da un dialogo ancestrale tra la terra e coloro che la coltivano. La sua storia vitivinicola risale al XII secolo, quando i monaci cistercensi dell’abbazia di Saint Nicolas d’Angers dissodarono la roccia scistosa e piantarono i primi vigneti sulla«Roche aux Moines». Questi lavori pionieristici hanno plasmato un terroir unico, oggi vetta qualitativa della denominazione Savennières.

La tenuta «Domaine aux Moines» è stata fondata nel 1981 da Monique Laroche, affiancata nel 2001 dalla figlia Tessa. Oggi alla guida di questo fiore all’occhiello della Loira da diversi anni, Tessa Laroche si propone come erede convinta di una tradizione di qualità e sostenibilità, e vi sviluppa con rigore e sensibilità una visione singolare dello Chenin, vitigno emblematico della Loira. Il vigneto si estende su 12 ettari intorno alla tenuta, nel cuore della denominazione Savennières Roche aux Moines, in un microclima che favorisce lo sviluppo ottimale dello Chenin. Piantate sul fianco del pendio, le viti affondano le radici in terreni scistosi, talvolta misti a arenaria, argilla e riolite, che conferiscono ai vini una spiccata mineralità e una profondità rara. L’esposizione ideale a sud/sud-ovest, di fronte al fiume, favorisce una maturazione lenta ed equilibrata, segno distintivo di un’espressione dello Chenin al tempo stesso vibrante, tesa e ampia.

Appassionata e rigorosa, Tessa Laroche ha portato avanti e affinato il percorso di qualità avviato da sua madre. Coltiva i suoi vigneti con agricoltura biologica certificata dal 2011, prestando meticolosa attenzione ai terreni e agli equilibri naturali. Il suo approccio vuole essere preciso ma poco interventista: ogni gesto in vigna e in cantina è misurato, le scelte non sono mai fisse, ma piuttosto basate sull’osservazione continua e sul dialogo con i terreni. La vendemmia è esclusivamente manuale, con una prima selezione in vigna. La stessa cura viene dedicata alla vinificazione, che è esclusivamente naturale, con affinamento sui lieviti in botti vecchie o in vasche: tutto è fatto per esaltare l’intensità del vitigno.

Il Domaine aux Moines è considerato uno dei nomi di riferimento più importanti di Savennières, al pari di Nicolas Joly o dello Château d’Épiré. I suoi vini, e in particolare la cuvée Savennières Roche aux Moines, hanno saputo conquistare i palati più esigenti del settore, come quello di Pascaline Lepeltier. Questo vino bianco raffinato, dalla verticalità sorprendente, unisce la maturità dei frutti gialli del frutteto e la dolcezza dei fiori secchi a nobili note amare e a una splendida salinità. Una cuvée pensata per l’invecchiamento, diventata emblematica del rinnovamento esigente dello Chenin della Loira, che evolve verso sfumature mielate e affumicate, di grande complessità.

Accanto ad essa, la cuvée Le Berceau des Fées, proveniente da vigneti giovani, seduce per la sua freschezza immediata, la trama floreale e la sua vivacità. Più riservata, la cuvée L’Ermite esplora una dimensione ancora più raffinata, con un affinamento prolungato e una materia dalla densità aerea. Un modo per Tessa Laroche di spingere ancora oltre il dialogo tra lo Chenin e le pietre blu di Savennières.

Al Domaine aux Moines, l’approccio è chiaro: rispetto del terroir, attenzione a ogni gesto, senza ostentazione, per lasciare che lo Chenin esprima la sua ricchezza verticale, minerale ed elegante.

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