- Bio
- Bio : proveniente da agricoltura biologica
Savennières Roche aux Moines 2023 Domaine aux Moines | Loira
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Scheda tecnica
Viticoltore
Tessa Laroche
Capacità
75 cl
Annata
2023
Vitigno/i
Chenin
Denominazione
Savennières Roche aux Moines
Vinificazione
Vendemmia manuale, pressatura lenta, fermentazione con lieviti indigeni in tini, senza aggiunta di solfiti
Allevamento
12 mesi in barrique e botti grandi, assemblaggio e affinamento in vasca per 6 mesi
Filosofia e stile
Tipo di vino
Bianco secco
Tipo di coltivazione
Certificata biologica
Stile
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Tipo di terreno
Scisti, arenarie e argille
Degustazione
Suggerimenti gastronomici
Scampi marinati agli agrumi e arrostiti, risotto al sedano con olio di nocciole
Consigli per l'utilizzo
11 °C, decantare leggermente quando è giovane
Apogeo
2030-2036
Il Savennières Roche aux Moines del Domaine aux Moines, guidato da Tessa Laroche, è una delle espressioni più pure dello Chenin nella Loira. Nel lieu-dit di Roche aux Moines, uno spettacolare pendio che domina la Loira e coltivato fin dal Medioevo dai monaci dell’abbazia di Saint-Nicolas d’Angers, la tenuta coltiva con meticolosità un patrimonio d’eccezione. I vigneti, con viti di quarant’anni, beneficiano di un’esposizione ideale a sud/sud-ovest e di un terreno tipico composto da scisto arenario, riolite e argilla . I 10 ettari sono coltivati con metodi biologici e pratiche biodinamiche, nel rispetto della biodiversità e dei ritmi naturali. La vendemmia è interamente manuale e le uve vengono selezionate con cura, in modo da conservare solo gli acini perfetti per la pressatura pneumatica.
Philippe Mischler, sommelier presso Mundovin: Il Savennières Roche aux Moines racconta la storia di un gioiello viticolo conosciuto fin dall’antichità, plasmato dai monaci nel XII secolo, che ancora oggi continua a regalare un vino di rara eleganza. La forza tranquilla di questo vino coniuga densità e chiarezza, potenza e trasparenza. Si percepisce tutta la volontà di Tessa Laroche: far vivere lo Chenin nella sua naturale complessità, senza artifici. È un grande bianco della Loira, equilibrato, ben concepito, gastronomico.
Al naso si apre delicatamente su una trama di pera fresca e mela cotogna. Profumi floreali di biancospino e acacia, intrecciati a note complesse di limoni canditi e frutta secca. Una discreta impronta minerale evoca la roccia arenaria, conferendo all’insieme una grande precisione, senza esuberanza, fedele al terroir che lo ha generato.
Al palato, la densità del vino è mantenuta in tensione da una delicata acidità. Il vino rivela una consistenza setosa, con una leggera sensazione amara e salina tipica dello Chenin da scisto. Il finale si protrae, teso e puro, con un discreto ritorno di agrumi canditi e una persistente nota minerale.