Il Clos des Lambrays grand cru della Tenuta dei Lambrays è uno di quei terroir leggendari di cui solo la Borgogna custodisce il segreto. Oltre ad essere il grand cru più esteso della Borgogna, è soprattutto uno dei terroir più prestigiosi e di alta qualità al mondo. Questo quasi-monopolio forma un insieme di dolci pendii la cui varietà di esposizioni contribuisce in larga misura alla complessità dei vini rari che ne derivano. La parte alta del climat poggia su terreni marnosi, mentre quella bassa presenta un misto di argilla e calcare, offrendo un contrasto naturale che i vigneti di Pinot Nero quarantennali esprimono con grande profondità. Sotto la guida di Jacques Devauges, ex amministratore del famosissimo Clos de Tart, il Domaine des Lambrays ha intrapreso da alcuni anni una svolta qualitativa che ne ha consacrato lo status di leggenda. La viticoltura biologica si coniuga con un meticoloso lavoro a parcella, una vendemmia rigorosamente manuale e fermentazioni esclusivamente naturali. Per questo Clos des Lambrays, l’affinamento avviene nelle cantine della tenuta per una durata di 18 mesi, in botti di rovere rinnovate per metà ogni anno. Ne risulta uno di quei vini rari e leggendari della Côte de Nuits, destinato a durare per decenni.
Philippe Mischler, sommelier presso Mundovin: Il Clos des Lambrays grand cru rappresenta una sorta di baricentro stilistico della tenuta Domaine des Lambrays. Né ostentato né austero nella sua giovinezza, sviluppa un’ampiezza naturale, una struttura tannica precisa e, soprattutto, una straordinaria complessità una volta raggiunta la maturità. L’affinamento esalta la dimensione profonda e ricca di sfumature del climat, in un’annata che non ha nulla da invidiare ai suoi prestigiosi predecessori. Un grand cru di Borgogna tra i più straordinari della Côte de Nuits, un vero modello di equilibrio ed eleganza dal potenziale immenso.
Al naso, il bouquet è ancora riservato ma già ricco di una potenza contenuta che aleggia sopra il bicchiere. La ciliegia nera, il ribes fresco e i frutti di bosco formano una trama fruttata piena di vivacità, in cui si intrecciano la delicatezza della rosa, della violetta e della peonia. Man mano che il vino si apre, emerge una dimensione terziaria ed empireumatica che evoca funghi, sottobosco, tabacco biondo e spezie nobili. Il tutto compone un panorama olfattivo armonioso e ricco di promesse.
Anche al palato si percepisce la potenza contenuta di questo grand cru, con un’energia e una profondità che non aspettano altro che sbocciare dopo alcuni anni in cantina. La materia è tanto ampia quanto voluttuosa, strutturata da tannini setosi e di grande finezza. Il retrogusto sapido svela eleganti sentori di frutti rossi e neri, spezie raffinate e sottobosco, mentre il finale si impreziosisce di una sensazione in bocca sorprendente che si protrae all’infinito.