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- Bio : proveniente da agricoltura biologica
Sreja 2018 Cascina Fornace | Piemonte
La cuvée Sreja di Cascina Fornace proviene dal più antico appezzamento di Nebbiolo del...
La freschezza e la leggerezza del Nebbiolo
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Fedeltà e vantaggi
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Scheda tecnica
Capacità
75 cl
Annata
2021
Vitigno/i
Nebbiolo
Denominazione
Vino rosso
Vinificazione
Vendemmia manuale, fermentazione con lieviti indigeni in vasche di acciaio inossidabile e cemento
Allevamento
Su fecce fini in vasche di acciaio inossidabile e cemento
Gradazione alcolica
13 %
Filosofia e stile
Tipo di vino
Rosso
Tipo di coltivazione
Certificata biologica
Stile
Puro e generoso
Tipo di terreno
Sabbie drenanti
Degustazione
Suggerimenti gastronomici
Filetti di pollo marinati alla provenzale e cotti alla griglia
Consigli per l'utilizzo
18 °C
Apogeo
2025-2029
La cuvée Viscà di Cascina Fornace trae la sua energia dai ripidi pendii del Roero, in Piemonte. Ottenuto da uve Nebbiolo piantate circa quarant'anni fa su terreni sabbiosi e ben drenanti, questo vino è il frutto di una viticoltura biodinamica in cui la biodiversità la fa da padrona. In Italia, presso la tenuta Cascina Fornace, Emanuele ed Enrico Cauda lasciano che la natura segua il suo corso: vendemmia manuale, terreni lavorati con il cavallo e interventi limitati, affinché ogni grappolo rifletta autenticamente il proprio terroir. Anche la vinificazione avviene in modo poco interventista: fermentazione in vasche di acciaio inox e cemento, esclusivamente con lieviti indigeni, senza aggiunta di enzimi né di zolfo, e l’imbottigliamento avviene senza filtrazione né chiarificazione, preservando la finezza e la freschezza di questo Nebbiolo.
Philippe Mischler, sommelier presso Mundovin: La cuvée Viscà di Cascina Fornace è un esempio di Nebbiolo accessibile, fresco e vellutato, che si abbina perfettamente a piatti delicati. Enrico Cauda si distingue per il fatto che, insieme al fratello Emanuele, applica una filosofia del vino naturale: nei vigneti di Cascina Fornace, la tutela della biodiversità è un elemento fondamentale a cui i due vignaioli tengono particolarmente. Ogni forma di vita, ogni elemento, dal suolo ai microrganismi presenti sull’uva, ha un ruolo specifico nel mantenimento di questo equilibrio naturale che non deve essere compromesso.
Al naso, il vino si apre con un’esplosione di mora selvatica, ribes rosso e mirtillo rosso, completata da sentori di violetta e foglie di tè. Un accenno di rosa appassita conferisce un’eleganza floreale, sottilmente avvolta da una freschezza vibrante che esalta l’espressione del vitigno.
Al palato, questo vino seduce con il suo attacco fresco. La trama tannica, quasi impercettibile, lascia spazio a una materia fine e soave. I sapori di ciliegia nera e lampone si affiancano a note di noce moscata e cardamomo, delineando un perfetto equilibrio tra frutto e spezie. La tensione acida struttura il vino con finezza. Il finale, di una lunghezza allettante, si conclude con una discreta salinità e un retrogusto fruttato, che ricorda i grandi Nebbiolo del Piemonte, e invita a prolungare il piacere. La degustazione rivela un vino digeribile, senza pesantezza, che cattura l’essenza stessa del Roero e del suo climat unico.
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