L'Arbois Savagnin Sous Voile della Tenuta André e Mireille Tissot è un vero e proprio tuffo nell'anima del Giura, nel cuore di una tradizione secolare. Sui pendii dove i terreni argilloso-calcarei raccontano la geologia del Giura, il Savagnin, coltivato con metodo biodinamico, prospera grazie alle cure meticolose di Bénédicte e Stéphane Tissot. Raccolto a mano a piena maturazione, inizia la sua vita in botte, dove un velo di lieviti si deposita lentamente, senza apporto di ossigeno né interventi superflui. Per quasi tre anni, il vino matura, si arricchisce, sostituendo progressivamente la sua giovinezza con un colore dorato intenso e un sottile equilibrio tra ossidazione e freschezza.
Philippe Mischler, sommelier presso Mundovin: Questo Savagnin «sous voile» della Tenuta Tissot instaura un dialogo paziente tra il frutto, la mineralità e la patina del tempo. Presenta un’autenticità rara, una precisione che invita alla meditazione. La sua dolcezza salina è una firma distintiva, una promessa che si assapora sorso dopo sorso. Questo vino commuove per la sua capacità di evocare la memoria del Giura pur rimanendo unico: è profondamente radicato nella sua terra, ma con una propria identità. Possiede una forza tranquilla che invita a prendersi il tempo per svelare la straordinaria bellezza aromatica del Savagnin quando si dispiega nel segreto di un velo di lieviti. È un vino esigente e generoso, proprio come Bénédicte e Stéphane Tissot.
Fin dai primi sentori si percepisce un profilo potente, raffinato, di straordinaria complessità. Gli aromi si fondono senza alcuna nota stonata, con un’armonia e una profondità mozzafiato. Gli agrumi canditi si sposano con la composta di mele cotogne e l’albicocca secca, mentre il miele avvolge la frutta secca. Un tocco di olio essenziale di bergamotto e kumquat precede la nota canforata di chiodi di garofano, zafferano e cardamomo. Una nota iodata, sorprendente per la sua freschezza e purezza, sembra fare eco alle scogliere del Giura e si unisce con grazia agli accenti di tartufo e sottobosco che aggiungono un’irresistibile nota umami.
Al palato, l’attacco è delicatamente avvolgente, sostenuto da un’acidità controllata e lineare. Il vino dispiega senza esitazione l’incredibile gamma percettibile al naso, tra noce fresca e mela verde, datteri e albicocche secche, agrumi freschi e canditi, miele cremoso e mandorla amara... La lista, già ricca, si allunga a ogni sorso, come una scoperta che si rinnova continuamente, dove il carattere raffinato dei funghi si alterna alla delicatezza dei fiori di campo essiccati. Un’elegante salinità e una fresca nota di eucalipto conferiscono tensione all’insieme. Il finale si protrae all’infinito su sapori di sottobosco, tartufo e spezie dolci, a testimonianza di una persistenza lunga e raffinata.