- Biodinamica
- Biodinamica : proveniente da agricoltura biologica
La Grange des Pères 2022 | Linguadoca
La Grange des Pères 2022 è un eccezionale vino rosso della Linguadoca: un assemblaggio di Syrah, Mourvèdre e Cabernet Sauvignon nella denominazione IGP Pays d'Hérault, si caratterizza per una struttura concentrata dai tannini morbidi, sostenuta dalla freschezza calcarea di Aniane e da un affinamento controllato di 24 mesi in barrique. Tra i grandi rossi della Linguadoca-Rossiglione, pochi raggiungono questa combinazione di profondità e delicatezza al palato.
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Fedeltà e vantaggi
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Scheda tecnica
Capacità
75 cl
Annata
2022
Vitigno/i
Syrah, Mourvèdre, Cabernet Sauvignon, Counoise
Denominazione
Dipartimento dell'Hérault
Vinificazione
Vendemmia manuale, fermentazione separata delle varietà con lieviti indigeni, assemblaggio prima dell’affinamento
Allevamento
24 mesi in botti
Filosofia e stile
Tipo di vino
Rosso
Tipo di coltivazione
Biodinamica non certificata
Stile
Corposo e potente
Tipo di terreno
Ciottoli levigati e detriti calcarei
Degustazione
Suggerimenti gastronomici
Filetto di cervo arrosto in crosta di cacao, purè di patate al tartufo melanosporum e salsa alla royale
Consigli per l'utilizzo
17 °C, lasciare riposare in caraffa per almeno 2 ore
Apogeo
2030-2042
La Grange des Pères 2022
Esistono alcuni vini che sfuggono a qualsiasi classificazione convenzionale. La Grange des Pères è uno di questi. Nato sulle alturedi Aniane,nell’Hérault, questo rosso leggendario incarna la visione di un uomo: Laurent Vaillé, scomparso nel maggio 2021, formatosi presso Coche-Dury, Gérard Chave ed Eloi Dürrbach. Tre nomi che lasciano intuire il livello, senza però riuscire a rendere appieno il talento di questo geniale vignaiolo artigianale. Da allora, suo fratello Bernard Vaillé porta avanti questo stile senza compromessi che ha portato la tenuta tra i grandi nomi della Linguadoca. Prodotto in quantità minime, ogni annata è una vera rarità.
Terroir e vitigni
Le tenute si estendono su 11 ettari situati tra i 250 e i 300 metri di altitudine, esposti a pieno sud, in un massiccio ventoso dove la gariga di querce bianche e corbezzoli costeggia i vigneti. Il sottosuolo, costituito da una lastra di calcare lacustre mescolata a detriti glaciali, ha richiesto interventi di brillamento per renderlo coltivabile e rivelare il potenziale insospettabile di questo terroir d’eccezione. Questi terreni poveri e ben drenanti costringono le radici a scavare in profondità. È da qui che deriva la tensione calcarea così caratteristica del vino.
L’assemblaggio riunisce Syrah, Mourvèdre, Cabernet Sauvignon e un tocco di Counoise. È proprio quest’ultima a impedire qualsiasi classificazione in AOC. Il vino rivendica quindila denominazione IGP Pays d’Hérault, uno status modesto per una bottiglia che rivaleggia con i più grandi rossi della Linguadoca-Rossiglione. Un paradosso dichiarato, quasi una firma.
Viticoltura e vinificazione
Le pratiche colturali rispondono a un rigore quasi monastico: biodinamica non certificata, rese contenute tra i 20 e i 22 hl/ha, vendemmia manuale a perfetta maturazione. I vitigni fermentano separatamente, con lieviti indigeni, prima dell’assemblaggio. L’affinamento dura 24 mesi in barrique da 228 litri: abbastanza lungo da amalgamare la materia, abbastanza discreto da non dominarla.
La Grange des Pères 2022: il parere del sommelier
Philippe Mischler, sommelier presso Mundovin
Questo vino mi colpisce in ogni annata per lo stesso motivo: la sua forza tranquilla e la sua equilibrio conferiscono ad ogni degustazione un’aura indimenticabile. La Grange des Pères 2022 è uno dei rossi più compiuti della Linguadoca. Il periodo di massimo splendore va dal 2030 al 2042: non c’è bisogno di affrettarsi. Quando è ancora giovane, è consigliabile lasciarlo decantare per almeno due ore a 17 °C, per permettere al vino di aprirsi pienamente. A tavola, una selvaggina pregiata e un accompagnamento raffinato gli renderanno giustizia.
Il naso
Al naso si apre con sentori di frutti neri maturi, ciliegia, ribes nero e mora, sostenuti da effluvi di gariga e liquirizia. Con l’aerazione emergono progressivamente note di oliva e grafite, testimonianza di un affinamento di due anni ben integrato. Sullo sfondo si intuiscono i primi accenti di tabacco biondo, promessa di un’elegante evoluzione terziaria.
Il palato
Al palato, l’attacco è franco, cremoso, senza bruschezza. La struttura acquista volume e rivela tannini morbidi, fini, perfettamente integrati. La liquirizia, la tapenade e la gariga prolungano il profumo con coerenza. Una freschezza calcarea attraversa il finale, lungo, e bilancia la ricchezza mediterranea dell’insieme. Nulla è eccessivo. È proprio questo che lo rende raro.
L’IGP Pays d’Hérault: una denominazione all’insegna della libertà
L’IGP Pays d’Hérault copre una vasta zona della Linguadoca, consentendo una diversità di vitigni e assemblaggi che le AOC regionali non sempre ammettono. Questo quadro normativo flessibile è talvolta percepito come una declassazione. Qui è invece esattamente il contrario: una libertà scelta, rivendicata, al servizio di un progetto viticolo unico.
La tenuta della Grange des Pères sorge ad Aniane, ai piedi delle Terrasses du Larzac, in quello che alcuni considerano uno dei terroir più promettenti del sud della Francia. Questo 2022 ne è l’esempio più eloquente: un vino che supera di gran lunga il proprio status amministrativo, valutato 94 da Vinous, e che si inserisce nella continuità di un’opera artigianale ormai tramandata.