- Biodinamica
- Biodinamica : proveniente da agricoltura biologica
La Grange des Pères 2023 | Linguadoca
Questo grande rosso del Languedoc, ottenuto da Syrah, Mourvèdre, Cabernet Sauvignon e Counoise su ciottoli calcarei levigati di Aniane, rivela, dopo 24 mesi in barrique, una consistenza setosa con note di frutta cotta e profumi inebrianti di liquirizia e gariga. Una rarità artigianale da lungo invecchiamento, che Mundovin ha il piacere di proporre.
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Fedeltà e vantaggi
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Scheda tecnica
Capacità
75 cl
Annata
2023
Vitigno/i
Syrah, Mourvèdre, Cabernet Sauvignon, Counoise
Denominazione
Dipartimento dell'Hérault
Vinificazione
Vendemmia manuale, fermentazione separata delle varietà con lieviti indigeni, assemblaggio prima dell’affinamento
Allevamento
24 mesi in botti
Filosofia e stile
Tipo di vino
Rosso
Tipo di coltivazione
Biodinamica non certificata
Stile
Corposo e potente
Tipo di terreno
Ciottoli levigati e detriti calcarei
Degustazione
Suggerimenti gastronomici
Filetto di anatra in crosta di cacao, purè di patate al tartufo melanosporum e salsa corposa alle more
Consigli per l'utilizzo
17 °C, lasciare riposare in caraffa per almeno 2 ore
Apogeo
2034-2048
La Grange des Pères 2023
La Grange des Pères è una delle poche aziende vinicole della regione Languedoc-Roussillon ad essersi affermata senza poter contare sul supporto di una denominazione di prestigio. Tutto ruota attorno alla visione di un uomo: Laurent Vaillé, vignaiolodi Aniane, scomparso improvvisamente nell’aprile 2021. Formatosi al fianco di Eloi Dürrbach, Jean-François Coche-Dury e Gérard Chave, aveva scelto queste colline dell’Hérault andando controcorrente, quando nessuno vi cercava la finezza. Suo fratello Bernard Vaillé porta avanti oggi l’opera, annata dopo annata, senza scendere a compromessi. Questo 2023 è la nuova incarnazione della storica cuvée della tenuta, la cui prima annata risale al 1992.
Terroir e vitigni
I vigneti occupano le colline del massiccio dell’Arboussas, tra i 250 e i 300 metri di altitudine, nel lieu-dit denominato Le Tourtou. I terreni argilloso-calcarei, costellati di ciottoli levigati e detriti calcarei, sono poveri, molto drenanti e hanno richiesto un lavoro colossale per renderli coltivabili. I venti delle Cévennes spazzano costantemente le tenute. Rallentano la maturazione, preservano la freschezza e conferiscono all’uva quel profilo teso che il sole da solo non avrebbe mai potuto offrire.
L’assemblaggio riunisce Syrah, Mourvèdre, Cabernet Sauvignon e un tocco di Counoise. Questa scelta, deliberatamente lontana dai disciplinari locali, classifica il vino come IGP Pays d’Hérault: una libertà rivendicata, non un vincolo subito. Il Syrah apporta corposità e note pepate; il Mourvèdre, la profondità animale; il Cabernet, la struttura e la linearità; la Counoise, quel tocco di freschezza quasi impercettibile che allunga il finale.
Viticoltura e vinificazione
Sugli 11 ettari delle tenute, la viticoltura segue i principi della biodinamica, senza certificazione ufficiale. La vendemmia è manuale, vitigno per vitigno, con rese comprese tra i 20 e i 25 ettolitri per ettaro: una disciplina quasi monastica. Ogni varietà fermenta separatamente, in vasche di acciaio inox, con i soli lieviti indigeni, durante una lunga macerazione. L’assemblaggio avviene prima dell’affinamento. Il vino trascorre poi 24 mesi in barrique, di cui un terzo di legno nuovo, quanto basta per strutturare il vino senza dominarne la materia. L’imbottigliamento avviene senza chiarificazione né filtrazione.
La Grange des Pères 2023: il parere del sommelier
Philippe Mischler, sommelier presso Mundovin
Questo vino mi ha colpito sin dalla prima annata che ho avuto tra le mani. La Grange des Pères è uno dei rossi del Languedoc che, da solo, giustifica una riconsiderazione dell’idea che ci si fa di questa regione. Per questa annata 2023, il periodo di massimo splendore va dal 2034 al 2048: non c’è fretta. Consiglio di decantarlo almeno due o quattro ore prima di servirlo, a 17 °C, per lasciare che il vino si apra pienamente. Gli appassionati che cederanno troppo presto all’impazienza si perderanno l’essenziale.
Il profumo
Al naso si aprono sentori di frutti rossi e neri ben maturi, tra la mora cotta e la ciliegia amarena. Si insinuano note di liquirizia e spezie dolci. La gariga mediterranea è presente, discreta ma persistente. Durante l’aerazione, si intuisce in sottofondo un tocco di tartufo, segno di un vino già denso che sta appena iniziando a svelarsi.
Il palato
Al palato, l’attacco è netto e fin da subito voluminoso. I tannini setosi e ben integrati sostengono una struttura ampia, lineare, senza alcuna pesantezza. Ritroviamo i frutti cotti al forno del profumo, affiancati da liquirizia, tapenade e un sottilissimo sentore animale. L’acidità mantiene il tutto in tensione. Il finale è lungo, setoso, con quella freschezza calcarea che caratterizza il terroir di Aniane e impedisce al vino di scivolare mai nell’eccesso meridionale.
IGP Pays d’Hérault: una denominazione all’insegna della libertà
L’IGP Pays d’Hérault copre un vasto territorio dell’Hérault, su terreni vari che vanno da quelli argilloso-calcarei a quelli di ciottoli levigati. Consente una libertà nella scelta dei vitigni che le AOC circostanti non autorizzano. È proprio questa flessibilità che ha permesso a Laurent Vaillé di integrare il Cabernet Sauvignon nel suo assemblaggio, senza rinunciare né al suo terroir né ai suoi standard di qualità.
La Grange des Pères è l’esempio più citato per illustrare ciò che questa denominazione può produrre quando un vignaiolo la considera uno strumento di libertà piuttosto che una declassificazione. Il vino non è classificato come IGP per default: lo è per scelta, e questa scelta è al centro della sua identità.