Bourgogne Aligoté Clos des Bruyères 2023 | Domaine de la Sarazinière
Il Bourgogne Aligoté Clos des Bruyères 2023 è una particolarità del Domaine de la Sarazinière: unica espressionedell’Aligoté nelle tenute, si distacca dai canoni del Mâconnais per rivendicare l’etichetta della denominazione regionale Borgogna.
Alla fine degli anni ’90, Philippe Trébignaud ha scommesso sul reimpianto di questo vitigno su un appezzamento ben delimitato nel cuore del Mâconnais, a Bussières, dove era in gran parte scomparso nonostante un forte radicamento storico. Oggi è suo figlio, Guillaume Trébignaud, rappresentante della quarta generazione, a tenere le redini della tenuta, con una continuità che non ha nulla di aneddotico: essa illustra la forza del legame con il territorio, la conoscenza intima degli appezzamenti e la pazienza nelle scelte di vinificazione.
Terroir e vitigno
Su appena 0,70 ettari, ancheil terreno del Clos des Bruyères è singolare per l’acidità dei suoi suoli e la forte presenza di calcare, che lo distinguono dai terreni argillo-calcarei alcalini delle altre parcelle della tenuta. Queste condizioni particolari offronoall’Aligoté un terreno di espressione particolarmente favorevole alla sua esuberante aromaticità e alla sua personalità tutta vivacità.
L’Aligoté che è nel suo elemento. Spesso relegato al rango di vitigno secondario in Borgogna, sul calcare rivela una tensione e una mineralità che pochi altri vitigni bianchi riescono a raggiungere. Questo appezzamento gli offre un contesto all’altezza delle sue qualità.
Viticoltura e vinificazione
La tenuta è gestita secondo i principi dell’agricoltura biologica certificata. La vendemmia viene effettuata a mano, appezzamento per appezzamento. La vinificazione segue una filosofia di minimo intervento: fermentazione spontanea con lieviti indigeni, affinamento in vasche di acciaio inox per preservare la freschezza e la purezza aromatica dell’annata. Senza artifici, Guillaume Trébignaud lascia che il terroir si esprima liberamente.
Bourgogne Aligoté Clos des Bruyères 2023 | Domaine de la Sarazinière: il parere del sommelier
Philippe Mischler, sommelier presso Mundovin L’Aligoté soffre di una reputazione ingiusta. Lo si immagina acido, breve, utilitaristico. Il Clos des Bruyères smentisce questo pregiudizio con una chiarezza disarmante. L’appezzamento calcareo, la vinificazione senza additivi, il rigore biologico della tenuta: ogni elemento converge verso un vino teso, netto, di una freschezza autentica. È una delle espressioni più convincenti dell’Aligoté nel Mâconnais: un vino di territorio, non di vitigno. Si serve tra i 10 e i 12 °C, senza decantare. Il suo potenziale di invecchiamento arriva fino a cinque anni, ma la franchezza dell’annata 2023 invita ad aprirlo subito.
Il naso
Al naso si apre con note di scorza di limone e pera verde, nette e precise. Fiori bianchi si insinuano discretamente. Sullo sfondo, un’impressione di calcare umido e sale marino conferisce al profilo una profondità minerale inaspettata per un vino così giovane.
Il palato
Al palato, l’attacco è vivace, quasi salino. La consistenza, leggermente lavorata sulle fecce, conferisce una rotondità misurata, senza appesantire. L’acidità struttura l’insieme con rigore. Il finale si protrae su note minerali persistenti. L’equilibrio c’è, franco, senza compromessi.
Bourgogne Aligoté: una denominazione da riscoprire
La denominazione Bourgogne Aligoté AOP copre l’intero vigneto borgognone. È dedicataall’Aligoté, vitigno bianco storico della regione, a lungo oscurato dallo Chardonnay. I terreni calcarei e il clima temperato della Borgogna gli conferiscono naturalmente freschezza e mineralità. La denominazione produce vini bianchi secchi, spesso vivaci, la cui tenuta dipende strettamente dalla qualità dei terroir e dalla cura dedicata alla coltivazione. Il Clos des Bruyères illustra ciò che la denominazione può offrire quando viene presa sul serio. Appezzamento identificato, coltivazione biologica, vinificazione senza additivi: questo vino va ben oltre la definizione di un Aligoté da commercio o da cooperativa. Incarna una visione esigente del vitigno, radicata in un luogo preciso del Mâconnais.