La storia di un monumento della Borgogna nel corso dei secoli
Sebbene i suoi appezzamenti si concentrino principalmente nella Côte de Beaune, la tenuta coltiva anche alcuni vigneti nella Côte de Nuits, producendo così quasi venti denominazioni.
Alla fine del XIX secolo, il Domaine de Montille subì in pieno l’impatto devastante della fillossera, che in pochi anni sconvolse l’intero panorama vitivinicolo europeo. Diversi appezzamenti prestigiosi vengono venduti per ragioni economiche, determinando un lento ridimensionamento del vigneto. Negli anni ’50, la tenuta conta ormai solo tre ettari, situati essenzialmente a Volnay, intorno alla casa di famiglia.
È in questo contesto, con un patrimonio viticolo ridotto al minimo, cheHubert de Montille, nel 1947, firma la sua prima vendemmia e avvia la lenta rinascita della tenuta. La produzione smette di essere venduta ai commercianti per essere imbottigliata direttamente in tenuta. Grazie all’acquisizione di appezzamenti nel corso di vendemmie successive, si afferma progressivamente come uno dei più esigenti difensori dei terroir della Côte de Beaune e della Côte de Nuits, privilegiando l’eleganza e la genuinità rispetto alla standardizzazione. Il suo lavoro paziente e rigoroso contribuisce a restituire alle tenute il loro prestigio, ispirando al contempo una generazione di vignaioli della Borgogna a valorizzare i propri terroir e a produrre vini da invecchiamento dall’autentica espressività.
Etienne de Montille si unisce al padre nel 1983, per poi assumere progressivamente la direzione della tenuta a partire dal 1995, avviando la transizione verso la viticoltura biologica. Avvia la conversione alla viticoltura biodinamica in Borgogna già nel 2005, ottenendo la certificazione nel 2012.
Etienne de Montille, tra tradizione e innovazione
Convinto sostenitore della biodinamica, Etienne de Montille si impegna a rivelare la pura espressione dei terroir, conservandone al contempo la naturale finezza ed eleganza. Sotto la sua guida, lo stile dei vini si evolve: ai tannini talvolta austeri dei rossi di suo padre succede un’espressione più vellutata e precisa, che cerca di rivelare l’eleganza naturale di ogni terroir in una struttura adatta a lunghi invecchiamenti. Aggiunge inoltre la sua impronta personale: i suoi vini bianchi sono ormai considerati tra ipiù pregiati della Côte de Beaune e contribuiscono in modo determinante alla reputazione attuale della tenuta.
Étienne de Montille rafforza inoltre la presenza della tenuta nei più prestigiosi climat della Borgogna, sia nella Côte de Beaune che nella Côte de Nuits. È autore dell’acquisizione di prestigiosi appezzamenti quali Puligny Montrachet Le Cailleret, Corton Charlemagne grand cru e gli appezzamenti di Vosne Romanée Les Malconsorts, Clos de Vougeot, Chevalier Montrachet grand cru.
Viaggiatore nell’animo, nel 2016 lancia il progetto Racines Wines in California, prima di innovare nel 2019 piantando vigneti a Hokkaido, in Giappone. Due avventure audaci che danno seguito alla sua ambizione di trasmettere i valori del terroir borgognone oltre i confini nazionali.
Una viticoltura ispirata alla vita
Il Domaine de Montille vanta un patrimonio unico, radicato in alcuni dei terroir più prestigiosi della Borgogna. I terreni argilloso-calcarei, talvolta marnosi, presentano variazioni minime da un climat all’altro, che le tenute si impegnano a rivelare in ciascuno dei suoi cru. Questo mosaico geologico offre alla tenuta la materia prima necessaria per elaborare vini ricchi di significato e profondamente radicati nella loro origine.
Per Etienne de Montille, la coltivazione della vite si basa su una costante ricerca di equilibrio e autenticità. Profondo rispetto dei cicli naturali, lavoro minuzioso del terreno e totale esclusione dei trattamenti chimici di sintesi: la biodinamica, lungi dall’essere una semplice moda, è qui un impegno a rivelare il terroir nella sua espressione più pura, favorendo la vitalità dei suoli e la biodiversità. Nei vigneti, la potatura è adattata a ogni appezzamento e a ogni vitigno, mentre la vendemmia è esclusivamente manuale, garantendo una selezione accurata delle uve a piena maturazione, condizione essenziale per una vinificazione a grappoli interi.
Questa attenzione rivolta al vigneto prosegue nelle cantine, dove Brian Sieve lavora per esaltare al meglio i terroir. Le fermentazioni avvengono in modo naturale, senza inoculo di lieviti, in tini di legno o di acciaio inossidabile a seconda del vitigno e del clima. L’affinamento, particolarmente curato, combina l’uso di botti di rovere francese, di cui una percentuale variabile di botti nuove, e un monitoraggio accurato della maturazione. La durata dell’affinamento varia ma è generalmente lunga, consentendo ai vini di acquisire complessità, profondità ed eleganza. Queste scelte tecniche si inseriscono nella volontà del Domaine de Montille di preservare la purezza aromatica e la struttura armoniosa di ogni cuvée, limitando gli interventi allo stretto necessario per lasciare che l’impronta del terroir si esprima pienamente.
Un marchio di eccellenza
Il Domaine de Montille incarna oggi la perfetta alleanza tra tradizione e modernità nel cuore della Borgogna. Sotto la guidadi Etienne de Montille, ha saputo rafforzare la propria reputazione producendo vini rinomati, fedeli riflessi della ricchezza e della complessità di terroir emblematici quali Volnay, Meursault e Puligny Montrachet.
Grazie a un approccio rigoroso e rispettoso, le cuvée di punta della tenuta, come il Puligny Montrachet 1er Cru Le Cailleret, il Meursault 1er Cru Les Perrières, il Vosne Romanée 1er Cru Les Malconsorts o ancora i prestigiosi Clos de Vougeot grand cru, il Corton Charlemagne grand cru e lo Chevalier Montrachet grand cru, testimoniano un sottile equilibrio tra eleganza, finezza e potenza. Un’icona di passione ed eccellenza.