Vantaggi e fedeltà

Romain Le Bars

Romain Le Bars fa parte di quella generazione di vignaioli del Rodano meridionale che impongono uno stile ben definito, lontano dai canoni classici. Con sede a Tavel, crea vini sinceri e precisi, spesso classificati come “Vin de France” per...

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Lirac Rosso 2023 | Romain Le Bars

Lirac Rosso 2023 Romain Le Bars | Rodano

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Magnum Tavel 2024 | Romain Le Bars

Magnum Tavel 2024 Romain Le Bars | Rodano

Il Tavel di Romain Le Bars incarna l’essenza stessa di questo terroir della parte...

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Romain Le Bars fa parte di quella generazione di vignaioli del Rodano meridionale che impongono uno stile ben definito, lontano dai canoni classici. Con sede a Tavel, crea vini sinceri e precisi, spesso classificati come “Vin de France” per liberarsi meglio dai vincoli delle denominazioni.

La storia ha inizio a Parigi. Romain abbandona gli studi di giurisprudenza per dedicarsi alla ristorazione, poi scopre il vino naturale grazie a una bottiglia di Tavel del Domaine de l’Anglore firmata da Éric Pfifferling. La scintilla è immediata. Entra a far parte della tenuta nel 2012 e vi lavora per sette anni, imparando dal suo mentore la precisione e l’esigenza di una viticoltura naturale. Nel 2018 vinifica le sue prime annate nel proprio garage, partendo da un ettaro di vigneti in affitto. Tutto procede rapidamente, ma senza fretta: il riconoscimento arriva già dalle prime annate.

Di anno in anno, amplia la sua tenuta – e la sua cantina – fino a raggiungere oggi una decina di ettari, tra Tavel e Lirac, tutti coltivati nel rispetto del suolo e della vita. Gli appezzamenti si distribuiscono tra sabbie, ciottoli levigati e argille rosse tipiche della zona. I vitigni mediterranei sono naturalmente presenti: Grenache, Syrah, Carignan, Cinsault, a volte un po’ di Mourvèdre o di Clairette a seconda delle annate. L’assemblaggio varia a seconda degli appezzamenti, dell’annata e dell’ispirazione. La conduzione dei vigneti è rispettosa: aratura leggera, compost di produzione propria, vendemmia manuale, senza prodotti di sintesi. Anche in cantina prevale l’approccio naturale: macerazioni a grappolo intero, spesso carboniche per preservare il frutto, senza lieviti né additivi, con solo un po’ di zolfo se necessario. Romain Le Bars rivendica un approccio semplice ma impegnato: lavorare in modo pulito e lasciare che sia l’uva a esprimersi.

Il suo stile riconoscibile si basa sull’infusione piuttosto che sull’estrazione. I vini sono tesi, fluidi, con una bella persistenza aromatica. Il Tavel Rosé si impone come uno dei più entusiasmanti della denominazione, fine, sottile, lontano dagli stereotipi del genere. Il Lirac Rosé, più corposo, conserva tuttavia quella bevibilità immediata che costituisce il punto di forza della tenuta. Per quanto riguarda i rossi, Pousse Cailloux propone un’interpretazione morbida, accessibile e golosa dei «galets roulés», mentre il suo Lirac Rosso è un vino vibrante, infuso, che si allontana dai codici tradizionali della denominazione per offrire un’espressione libera e piena di finezza.

In tutti i suoi vini si ritrova questo filo conduttore: la ricerca della purezza, la valorizzazione del territorio piuttosto che degli effetti stilistici, il rifiuto delle artificiose manipolazioni tecniche. Romain Le Bars vinifica come vive: con coerenza, pazienza e una forma di gioiosa radicalità. Il Rodano meridionale ha trovato in lui una voce singolare, radicata, libera.

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