Il Bonnes-Mares grand cru della Tenuta Arlaud nasce nella parte meridionale e chambollese di questo mitico climat che unisce Morey-Saint-Denis e Chambolle-Musigny. Su un piccolo appezzamento di appena 20 are, piantato nel 1979, il substrato argilloso-calcareo, unico in Borgogna e caratterizzato da argille rosse e alcune argille bianche, contribuisce alla densità naturale e alla profondità aromatica del suo Pinot Nero. Se il Grand Cru Bonnes Mares è così rinomato, è tanto per l’origine ancora misteriosa del suo nome quanto per il suo terroir incomparabile, che dà vita a uno dei più grandi vini di lungo invecchiamento di tutta la Borgogna.
Pioniere della viticoltura biologica e poi della biodinamica nella denominazione Morey-Saint-Denis, Cyprien Arlaud garantisce cure esclusivamente naturali, dai suoi appezzamenti fino alle cantine. La vendemmia è manuale, con una cernita successiva su tre tavoli per selezionare solo gli acini migliori, che qui vengono diraspati per due terzi. Dopo una macerazione pre-fermentativa, la vinificazione avviene in tini di legno con lieviti indigeni, senza l’aggiunta di sostanze esterne, nel corso di una fermentazione che dura quasi un mese. Il vino trascorrerà poi dai 14 ai 18 mesi in botti di rovere, di cui al massimo il 30% nuove.
Philippe Mischler, sommelier presso Mundovin: Fedele alla reputazione del suo immenso terroir, il Bonnes Mares della tenuta Arlaud sviluppa un’espressione molto lineare e strutturata. Questa riservatezza, quasi austera nella sua giovinezza, evolve con un invecchiamento paziente verso vette di potenza, grazia e profondità. Questo cru troneggia al vertice dei vini del Domaine Arlaud e regna indiscusso tra i più grandi vini di Borgogna.
L’austerità al naso testimonia la giovinezza del cru, ma si percepisce già il potenziale sublime di questo Bonnes Mares grand cru: un profondo ventaglio di succosi frutti neri e rossi, sentori di spezie raffinate e una trama di nobili note legnose che, con l’aerazione, rivela un fondo minerale delicatamente affumicato. Una volta raggiunta la maturità, il vino sprigionerà potenti aromi di frutti neri freschi e cotti, pepe di Sichuan, cannella e legno di sandalo.
Al palato, la trama tannica conferisce un volume impressionante alla consistenza vellutata. La rettitudine del cru gli conferisce una tenuta e una nobiltà rare, anche in questo caso temperate dalla precocità del cru. I sapori di more e mirtilli selvatici sono accompagnati da una nota speziata e da una sensazione minerale che ravviva la degustazione. Il finale lascia un'impronta duratura al palato grazie alla sua profondità ed eleganza.