Magnum Morgon Cuvée Marcel Lapierre 2025 | Marcel Lapierre
Il Morgon Cuvée Marcel Lapierre è la cuvée d'autore della tenuta Marcel Lapierre, fondata nel 1909 a Villié-Morgon, nel cuore del Beaujolais. Prende il nome da colui che, già negli anni '80, rifiutò le ricette standardizzate per difendere vini genuini, vivaci e privi di artifici. Un atto di resistenza diventato un punto di riferimento, che ha contribuito al rinnovamento qualitativo della regione. Oggi sono Mathieu e Camille Lapierre a portare avanti questa eredità con lo stesso tranquillo rigore. La filosofia rimane immutata: lasciare che siano l’uva, il territorio e l’annata a esprimersi.
Terroir e vitigno
I vigneti affondano le radici in terreni di granito decomposto, ciò che i vignaioli del posto chiamano «roc pourri»: friabile, drenante, povero. Gli appezzamenti si estendono sulla Côte du Py, a Corcelette e a Montplain, tre località emblematiche della denominazione. Qui il Gamay nero raggiunge una profondità che non trova in nessun altro luogo del Beaujolais. I vecchi vigneti, con un’età media di 45 anni, attingono da questo substrato granitico un’energia minerale unica. L’annata 2025, soleggiata ma ostacolata dal colatura e da un’ondata di caldo estivo, ha prodotto un raccolto modesto. Frutta pura, bella maturità, freschezza preservata: un equilibrio raro per quell’anno.
Viticoltura e vinificazione
Le tenute sono certificate per l’agricoltura biologica, con pratiche biodinamiche nei vigneti, coltivati a potatura a calice e vendemmiati a mano con una selezione rigorosa. La vinificazione segue il metodo Lapierre: macerazione semicarbonica con lieviti indigeni, senza aggiunta di SO₂ durante la fermentazione. L'affinamento dura 9 mesi in grandi botti e vecchie barrique di Borgogna. L'imbottigliamento avviene senza filtrazione né chiarificazione, con un leggero aggiustamento di solforosa solo al momento dell'imbottigliamento. Un vino naturale nel senso più rigoroso del termine.
Morgon Cuvée Marcel Lapierre 2025 | Marcel Lapierre: il parere del sommelier
Philippe Mischler, sommelier presso Mundovin
Questo Morgon 2025 è vibrante, succoso, con una purezza di frutto che l’annata soleggiata ha concentrato senza appesantirlo. È la dimostrazione più convincente di ciò che il Gamay su granito può offrire: profondità, energia e quella golosità tesa che costituisce la firma di Lapierre. Si può bere già da ora, dopo averlo lasciato respirare in caraffa per mezz’ora a 16 °C. Il suo apice si colloca tra il 2027 e il 2034: c’è di che essere pazienti… o forse no.
Il naso
Al naso si apre con note di amarena fresca e lampone succoso, con una violetta che fa capolino con discrezione. Un tocco di liquirizia dolce struttura l’insieme. Sullo sfondo, una nota di selce richiama il granito della Côte du Py: minerale, precisa, senza ostentazione.
Il palato
Al palato, la struttura è carnosa e avvolgente, sostenuta da tannini rotondi e ben integrati. L’acidità naturale dell’annata dona slancio senza indurire. Si ritrovano la ciliegia e il lampone, esaltati da un leggero tocco speziato. Il finale è lungo, che stimola la salivazione, con quell’energia minerale che persiste e fa venire voglia di tornare al bicchiere.
Morgon: tutto quello che c’è da sapere su questa denominazione
Morgon è uno dei dieci cru del Beaujolais e, senza dubbio, il più strutturato tra questi. I suoi pendii granitici, situati intorno a Villié-Morgon, producono vini da Gamay nero con una densità e una capacità di invecchiamento atipiche per la denominazione. Il fenomeno della «morgonizzazione» è ben documentato: con il passare del tempo, questi vini sviluppano note complesse di frutta matura, spezie e sottobosco che ricordano più la Borgogna che il Beaujolais da caraffa.
La Cuvée Marcel Lapierre incarna questa identità, con una voce propria: esprime, semplicemente, ciò che questo terreno granitico e questo vitigno hanno da dire insieme. In questo senso, rimane, annata dopo annata, un punto di riferimento imprescindibile della denominazione.