Nel villaggio di Villié-Morgon, nel cuore dei vigneti del Beaujolais, un nome risuona con forza e rispetto: quello del Domaine Marcel Lapierre. Più che una semplice tenuta vinicola, è il simbolo di una rivoluzione pacifica, guidata da un uomo visionario, pioniere del movimento dei vini biologici, ben prima che il termine diventasse uno slogan di marketing.
Tutto ha inizio negli anni ’80, quando Marcel Lapierre, all’epoca vignaiolo nella denominazione Morgon, decide di rompere con le pratiche industriali allora in voga per dedicarsi ai vini naturali. Ispirato dai lavori di Jules Chauvet, torna all’essenziale: lasciare che sia il terroir a esprimersi. Da allora i vigneti sono coltivati con metodi biologici. Questa decisione, all’epoca marginale, avrebbe tuttavia gettato le basi del vino naturale moderno. Alla sua scomparsa, nel 2010, il testimone è stato raccolto dai figli, Camille e Mathieu, che perpetuano con rigore e sensibilità la filosofia paterna. Sotto la loro guida, le tenute hanno acquisito un prestigio internazionale, senza mai tradire l’identità dei terroir.
Un patrimonio di vigneti e terreni
Le tenute si estendono su 13 ettari di vigneti, principalmente a Morgon, su pendii di granito rosa e scisti decompositi. Questi terreni profondi e ben drenanti offrono al Gamay le condizioni ideali per rivelare una struttura raffinata e una buona capacità di invecchiamento. Altri appezzamenti nella denominazione Beaujolais completano questo patrimonio e consentono alla tenuta di esplorare espressioni più leggere e golose del vitigno.
Una filosofia improntata al rispetto e all’esigenza
Al Domaine Marcel Lapierre, la vite non è uno strumento di produzione, ma un essere vivente. I vigneti sono coltivati con metodo biologico sin dagli esordi di Marcel. I terreni vengono lavorati a mano, alimentati dalla biodiversità e dalla microfauna. Camille e Mathieu praticano una vendemmia esclusivamente manuale, selezionando con cura le uve, affinché vengano conservate solo quelle più mature.
In cantina, la vinificazione rispetta scrupolosamente i principi del vino naturale. Le uve vengono messe in tino intere secondo il metodo tradizionale semi-carbonico del Beaujolais, che favorisce una fermentazione intracellulare ed esalta l’espressione fruttata del Gamay. Si utilizzano lieviti indigeni, senza alcun additivo enologico; a alcune cuvée viene aggiunta una dose minima di zolfo al momento dell’imbottigliamento. L’affinamento avviene in vecchie botti o barili di rovere, consentendo una delicata micro-ossigenazione senza mascherare il profilo del Gamay e dei terroir. Questo metodo mira a preservare l’autenticità aromatica, la digeribilità e la trasparenza dei terreni in ogni vino.
Cuvée di Gamay dalla personalità decisa
I vini delle tenute raccontano una storia di terroir, pazienza e precisione. Tra i più emblematici, «Raisins Gaulois» si distingue per la sua schiettezza e la sua immediata bevibilità. È un Gamay libero e gioioso, che mostra il vino naturale nella sua versione più accessibile, pur mantenendo un’esigenza di fondo. Il Beaujolais rosso della tenuta, affinato con la stessa cura, rivela una bella espressione di frutto e freschezza.
Segue poi la gamma dei Morgon, che incarna l’anima della tenuta. Il Morgon Vieilles Vignes testimonia la profondità del terroir, con una struttura e una trama minerale ben definite. La Cuvée Marcel, prodotta esclusivamente nelle grandi annate, rende omaggio al fondatore attraverso una rigorosa selezione parcellare di vecchie vigne e una vinificazione esigente. È un vino denso, persistente, capace di un invecchiamento notevole. Infine, il Morgon Cuvée Camille offre un’interpretazione sottile ed elegante del cru, con aromi complessi di frutti neri, spezie dolci e una consistenza setosa che richiamano la nobiltà del Beaujolais lavorato senza compromessi.
Un’eredità viva
Sotto la guida di Camille e Mathieu Lapierre, la tenuta prosegue oggi il proprio percorso con una commovente fedeltà allo spirito del padre, pioniere del movimento dei vini biologici e naturali. Il loro approccio, altrettanto impegnato, coniuga tradizione e costante osservazione del vivente. Le tenute Marcel Lapierre continuano a fare da apripista a una nuova generazione di vignaioli che rifiutano il conformismo e vedono nel vino naturale e, non una moda, ma una realtà. Attraverso le loro bottiglie, è un intero aspetto del Beaujolais che si esprime con precisione e sincerità, tra un legame con la storia e uno sguardo rivolto al futuro.