Beaujolais rosso 2025 | Marcel Lapierre
Il Beaujolais rosso 2025 della tenuta Marcel Lapierre è un luminoso assaggio dell’universo della famiglia Lapierre. La cuvée è stata creata nel 2021, distinguendosi dal Morgon che ha reso storica la reputazione della tenuta. Proviene da tre appezzamenti situati nel comune di Lancié, proprio al confine con il villaggio di Morgon. Marcel Lapierre, influenzato da Jules Chauvet fin dagli anni ’70, ha gettato le basi di uno stile naturale che ha cambiato la storia del Beaujolais. Oggi, i suoi figli Mathieu e Camille portano avanti questa eredità con lo stesso rigore.
Terroir e vitigno
Gli appezzamenti di Lancié poggiano su terreni granitici acidi e poveri, sabbiosi, derivati dal granito decomposto. Questo tipo di terreno drenante costringe la vite a affondare profondamente le sue radici. Il risultato è una concentrazione naturale, senza forzature. Il vitigno è il Gamay al 100%, proveniente da viti di età compresa tra i 50 e gli 80 anni. Queste vecchie viti producono poco, ma con una precisione aromatica che le giovani piante non raggiungono ancora.
Viticoltura e vinificazione
Le tenute sono certificate per l’agricoltura biologica (AB, Ecocert dal 2004). La vendemmia è manuale, con raccolta tardiva per raggiungere una maturità ottimale. La fermentazione segue il protocollo della macerazione semicarbonica del Beaujolais, condotta con lieviti indigeni e senza aggiunta di SO₂, per un periodo che varia dai 10 ai 21 giorni a seconda delle annate. L’affinamento dura dai 6 ai 7 mesi in vasca, preservando la freschezza del frutto senza interferenze legnose. L’annata 2025 ha registrato un raccolto modesto nel Beaujolais, segnato da colatura e grandine a luglio. Gli equilibri erano tuttavia notevoli, con frutti di rara qualità.
Beaujolais rosso 2025 | Marcel Lapierre: il parere del sommelier
Philippe Mischler, sommelier presso Mundovin
Questo Beaujolais occupa un posto a parte nella gamma Lapierre. Non è il Morgon, con la sua profondità e la sua tensione minerale sui graniti di Villié-Morgon. È qualcos’altro: un vino di piacere immediato, sincero, senza artifici. I vigneti di età compresa tra i 50 e gli 80 anni, situati sui terreni granitici disgregati di Lancié, regalano qui un Gamay di una purezza e di una vivacità raramente raggiunte in questa fascia di gamma. Consiglio di servirlo leggermente fresco, a una temperatura compresa tra i 15 e i 17 °C, dopo averlo lasciato riposare brevemente in caraffa. Il periodo ideale di degustazione si colloca tra il 2026 e il 2029, anche se già oggi offre un piacere completo.
Il naso
Al naso si apre con note di ciliegia brillante e lampone fresco. La fragola selvatica completa questo trio di frutti rossi croccanti. Un tocco floreale discreto e una punta di pepe rosa conferiscono profondità senza appesantire l’insieme. Il fondo rimane luminoso, quasi aereo.
Il palato
Al palato, l’attacco è fresco e diretto. La consistenza è setosa, aerea, sostenuta da una tensione ben strutturata senza eccessi. I tannini sono molto fini, ben integrati nel fruttato. Il finale è elegante, con quella punta di spezie dolci che caratterizza la macerazione semi-carbonica. Un vino croccante, vibrante, che non richiede alcuno sforzo.
Il Beaujolais: una denominazione dal carattere deciso
La DOP Beaujolais copre la parte meridionale della regione, a sud dei cru. Si fonda essenzialmente su terreni granitici che conferiscono ai vini la loro leggerezza e la loro energia minerale. Il Gamay è l’unico vitigno a bacca rossa presente in questa zona, che a seconda dei terroir esprime una gamma che va dal fruttato beverino a una tensione più strutturata. I vini della denominazione sono noti per il loro carattere succoso, la loro freschezza e la loro accessibilità.
Il Beaujolais rosso di Marcel Lapierre si inserisce in questa denominazione con un'ambizione superiore alla media. I vecchi vigneti di Lancié, la vinificazione naturale e la certificazione biologica ne fanno un punto di riferimento nella categoria.