Magnum Morgon Cuvée Camille 2025 | Marcel Lapierre
Il Morgon Cuvée Camille è una cuvée proveniente da un unico appezzamento del Domaine Marcel Lapierre, figura di spicco del movimento dei vini naturali nel Beaujolais. Nasce da un unico appezzamento catastale di 1,054 ettari, situato sulla Côte du Py, a Morgon. Grazie alle dimensioni ridotte del territorio e al rifiuto di scendere a compromessi nella selezione, il suo prestigio è pari alla sua rarità. Questa cuvée porta un nome che racchiude una doppia storia: quello di Camille Lapierre, figlia di Marcel, che oggi produce il vino, e quello di suo nonno, il padre di Marcel. Tre generazioni sono unite in questa cuvée-omaggio.
Terroir e vitigno
L’appezzamento gode di un’esposizione a sud-ovest su terreni di granito disgregato poco profondi. Questo sottosuolo drenante e povero costringe le radici a scendere in profondità. Modella il Gamay nella sua versione più tesa, più minerale. Lo scarso spessore del terreno concentra naturalmente la vite. Non c’è bisogno di intervenire: è il terroir a fare il lavoro. Il risultato si percepisce nella concentrazione aromatica e in quella impronta minerale che pervade tutto il vino.
Viticoltura e vinificazione
La tenuta pratical’agricoltura biologica certificata, con una filosofia del vino naturale dichiarata: lieviti indigeni, solfitazione minima all’imbottigliamento, senza chiarificazione né filtrazione. La vendemmia è manuale. La vinificazione si basa su una tradizionale macerazione semicarbonica, condotta interamente in tini troncoconici di legno. La fermentazione in tino è volutamente più lunga rispetto alle altre annate delle tenute: è proprio questa scelta che estrae la profondità dei tannini senza aggridarli. L’affinamento prosegue poi per 9 mesi in vecchie botti da 216 litri. Contenitori antichi e neutri, che lasciano spazio al frutto e al granito.
Magnum Morgon Cuvée Camille 2025 | Marcel Lapierre: il parere del sommelier
Philippe Mischler, sommelier presso Mundovin
Nella gamma delle tenute, la Cuvée Camille occupa un posto a sé stante. È la cuvée di parcella, quella che si produce in quantità limitata e che non viene diluita. Il Gamay sui terreni granitici della Côte du Py si presenta qui nella sua versione più strutturata e verticale. Questo vino ha la densità di un grande Morgon e la precisione di una cuvée di un vignaiolo che conosce ogni singolo ceppo del proprio appezzamento. Il suo apice è previsto tra il 2027 e il 2035: merita di essere conservato, o almeno di essere decantato un’ora prima di essere servito a 16 °C. A tavola, l’abbinamento con una costata di maiale ai tre pepi e una contornata di topinambur al cardamomo non è un suggerimento banale: la spezia chiama la spezia, e la corposità del vino regge senza difficoltà di fronte alla ricchezza del piatto.
Il naso
Al naso si apre con note di amarena e prugna matura, con una profondità di frutti neri sullo sfondo. Seguono rapidamente note speziate, con pepe e chiodi di garofano discreti. Il tocco minerale del granito frantumato si insinua sullo sfondo, deciso e persistente.
Il palato
Al palato, l’attacco è franco, il frutto immediato. La corposità si rivela ampia, sostenuta da tannini setosi, ben integrati grazie alla macerazione semi-carbonica. L’acidità struttura l’insieme senza indurirlo. Il finale si protrae, speziato, con una persistenza minerale che ricorda da dove proviene questo vino.
Morgon: la denominazione e il suo terroir
Morgon è una delle dieci denominazioni comunali del Beaujolais e, senza dubbio, la più complessa da comprendere. Il suo terroir poggia su rocce di scisto decomposto e granito, particolarmente concentrate sulla Côte du Py, il suo lieu-dit più rinomato. Questi terreni conferiscono al Gamay una profondità e una capacità di invecchiamento rare nella regione. A livello locale si parla addirittura di «morgonner»: questo verbo indica la trasformazione del vino con l’invecchiamento, verso note più complesse e terziarie.
La Cuvée Camille si colloca al centro di ciò che Morgon può produrre di più preciso. Proveniente da un unico appezzamento sulla Côte du Py, vinificato senza compromessi, incarna la singolarità di questa denominazione: un Gamay che non assomiglia a nessun altro, plasmato da un granito che non mente.