Morgon Vieilles Vignes 2025 | Marcel Lapierre
Il Morgon Vieilles Vignes della tenuta Marcel Lapierre è una cuvée di grande rilievo nel Beaujolais. Da decenni la famiglia Lapierre, oggi guidata dai fratelli Mathieu e Camille Lapierre, figura tra i pionieri del movimento del vino naturale. Questa cuvée di Vieilles Vignes ne è l’espressione più matura: vigneti di Gamay di età compresa tra i 60 e i 70 anni, un terroir d’eccezione, una vinificazione senza compromessi.
Terroir e vitigno
Morgon è una delle denominazioni più singolari del Beaujolais. I suoi terreni, costituiti dasabbie granitiche acide mescolate a scisti, sono poveri e perfettamente drenanti. Questa configurazione geologica costringe le radici a penetrare in profondità, concentrando l’espressione del terroir in ogni grappolo. Su vigneti di questa età, le rese sono naturalmente limitate e l’espressione del Gamay ne risulta ancora più concentrata. Il vino che ne deriva guadagna in densità e complessità aromatica ciò che perde in volume.
Viticoltura e vinificazione
Le tenute praticanol’agricoltura biologica certificata, senza l’uso di prodotti chimici. La vendemmia è manuale e le uve vengono accuratamente selezionate. La vinificazione segue la tradizione: macerazione carbonica a grappoli interi, esclusivamente con lieviti indigeni, senza aggiunta di zolfo. L’affinamento dura 9 mesi in botti di rovere usate, il che conferisce struttura senza mascherare il frutto né il terroir.
Morgon Vieilles Vignes 2025 | Marcel Lapierre: il parere del sommelier
Philippe Mischler, sommelier presso Mundovin
Questa cuvée illustra ciò che il Beaujolais può offrire quando lo si prende sul serio. Il Gamay sui terreni granitici è capace di grande profondità: poche regioni lo dimostrano in modo così evidente come Morgon. Questo Vieilles Vignes 2025 unisce intensità aromatica, tannini fini e mineralità in un equilibrio che merita di essere atteso. Il suo apogeo è previsto tra il 2028 e il 2033, ma una decantazione di una o due ore prima di servirlo è sufficiente per farlo sprigionare già oggi. Servirlo a circa 15 °C, ad esempio con un filetto di manzo alla piastra.
Il profumo
Al naso si aprono note di ciliegia nera e ribes nero, franche e generose. Il lampone apporta una leggerezza che bilancia l’insieme. La violetta fa capolino con discrezione, seguita da una liquirizia finemente mentolata. Durante l’aerazione, un tocco minerale, leggermente pietroso, caratterizza il granito di Morgon.
Il palato
Al palato, l’attacco è morbido, quasi etereo. La consistenza setosa del Gamay si afferma progressivamente, sostenuta da tannini fini e ben integrati. La freschezza aromatica sostiene l’insieme senza mai indurire la materia. Il finale è lungo, che stimola la salivazione, con una persistenza minerale che richiama il terreno di origine.
Morgon: tutto quello che c’è da sapere su questa denominazione
Il Morgon è una delle dieci denominazioni comunali del Beaujolais, situate a nord della regione, nel dipartimento del Rodano. La sua identità si basa sui terreni di arena granitica decomposa, localmente chiamati «roche pourrie», che conferiscono ai vini una profondità e una persistenza in bocca insolite per il vitigno Gamay. I vini di Morgon sono rinomati per la loro capacità di invecchiare, di «morgonner» secondo l’espressione locale: evolversi verso profili più corposi e complessi con il passare del tempo.
Il Morgon Vieilles Vignes di Marcel Lapierre è rappresentativo di ciò che la denominazione può produrre al suo massimo livello. La combinazione di vecchi vitigni, terreno granitico e vinificazione naturale senza solfiti dà vita a un vino che va oltre il consueto carattere fruttato del Beaujolais. Incarna la denominazione nella sua versione più seria e duratura.