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Fade To Black è un assemblaggio frizzante analcolico firmato MURI, nato da fermentazioni brevi di ribes rosso, ribes nero, kefir di camomilla e kvas di foglie di fico, che offre una struttura tannica marcata, un’acidità vivace e un finale resinoso e persistente. Tra le alternative analcoliche selezionate da Mundovin, questa si distingue per la sua complessità e la sua raffinatezza gastronomica.
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Fedeltà e vantaggi
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Scheda tecnica
Capacità
75 cl
Annata
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Vitigno/i
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Denominazione
Filosofia e stile
Tipo di vino
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Tipo di coltivazione
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Stile
Complesso e armonioso
Tipo di terreno
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Degustazione
Suggerimenti gastronomici
Risotto Venere con funghi di bosco, pinoli tostati e salsa vegetale ai germogli di abete
Consigli per l'utilizzo
9 °C
Fade To Black è una creazione di Muri, azienda fondata a Copenaghen nel 2020 da Murray Paterson. Espatriato britannico, Paterson ha tratto ispirazione dalla scena gastronomica danese, particolarmente all’avanguardia nel campo della fermentazione. Ioakeim Goulidis, proveniente dal laboratorio di fermentazione del Noma, si è unito all’avventura. Insieme hanno ideato non un vino dealcolizzato, ma una bevanda a sé stante: più che un’interpretazione del vino rosso, un’alternativa tanto piacevole quanto gastronomica.
Il risultato è disponibile tra le bevande analcoliche di Mundovin.
La materia prima è semplice, ma il procedimento è complesso. La base è costituita da un mosto di ribes rosso e ribes nero, fermentato con il lievito Pichia kluyveri. A questa base si aggiungono un kefir di acqua di camomilla e un kvas a lievitazione naturale infuso con foglie di fico eaghi di pino, raccolti nelle foreste danesi. Dopo brevi fermentazioni in contenitori separati, i succhi vengono assemblati in una vasca di acciaio inossidabile.
Il risultato è frizzante (2,5 bar), vegano, senza solfiti aggiunti (meno di 10 mg/L in totale), senza aromi artificiali né conservanti. La camomilla conferisce cremosità, il malto di frumento (presenza di glutine da segnalare) dona profondità terrosa, mentre il pino aggiunge un tocco resinoso e floreale nel finale.
Qui non si ricorre in alcun modo alla dealcolizzazione. Muri parte da zero: ogni ingrediente viene fermentato separatamente, secondo la propria logica microbica, poi l’assemblaggio finale viene effettuato in vasche di acciaio inossidabile. Prodotto in piccole serie, Fade To Black viene pastorizzato per garantirne la stabilità, senza che ciò ne comprometta la complessità aromatica. Un approccio rigorosamente artigianale, mutuato dalle cucine di alto livello piuttosto che dalle cantine tradizionali.
Philippe Mischler, sommelier presso Mundovin
Ciò che colpisce fin da subito è l’onestà dell’approccio. Muri non cerca di copiare un Pinot Nero né di imitare un Côtes-du-Rhône. Fade To Black rivendica la propria identità: scuro, strutturato, acidulo, con tannini percepibili derivanti dalle bucce di ribes e dal malto. È un vino da tavola a tutti gli effetti, non un surrogato, ed è proprio questo che mi ha conquistato fin dal primo sorso. WIRED l’ha definita «The Best Red Wine Alternative 2024». Non è un caso!
Si servirà leggermente fresco, dopo qualche minuto di aerazione, in abbinamento a una tartara di manzo con capperi o a un risotto ai funghi selvatici. Da consumare entro tre-cinque giorni dall’apertura.
Il profumo
Al naso si apre con sentori di frutta nera matura, in primo piano il ribes nero, con un tocco di ribes rosso che dona vivacità. Sullo sfondo, una nota terrosa di malto, quasi minerale. La foglia di fico si insinua discretamente, vegetale e dolce. Un tocco resinoso di pino chiude il quadro, netto e fresco.
Il palato
Al palato, l’attacco è succoso, acidulo, diretto. La consistenza si rivela piena e strutturata, con una cremosità erbacea conferita dal kefir di camomilla. I tannini sono percepibili, ben definiti. L’acidità rimane vivace ed equilibrata, sostenendo il corpo del vino fino al finale vibrante, dove persiste una nota resinosa di pino.
Questo prodotto ha una data di durata minima (DDM) fissata al 04/2029. Dopo tale data, il prodotto rimane comunque commestibile.
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