Lo Chablis grand cru “Hommage à Louis” di Jean-Paul e Benoît Droin nasce da un appezzamento incastonato nel cuore del climat Les Clos, sul versante più emblematico di Chablis. Questa cuvée rende omaggio a Louis Droin, figura fondatrice del moderno vigneto di Chablis: cofondatore nel 1908 dell’Unione dei vignaioli di Chablis, poi presidente dell’Unione dei proprietari vignaioli dal 1923, fu lui a dare il via alla commercializzazione dei vini delle tenute in bottiglia. Per motivi amministrativi legati all’INAO, questa parcella non può momentaneamente più essere etichettata come «Les Clos». Poiché i vigneti non si sono spostati dall’oggi al domani, è in corso un iter per ripristinarne la classificazione come grand cru Les Clos nel prossimo futuro.
Questo appezzamento di circa 1,5 ettari poggia su suoli kimmeridgiani che mescolano strati argilloso-calcarei e fossili marini, con una netta demarcazione tra le parti più sassose nella parte alta del pendio, argille più profonde nella parte bassa e una fascia di argilla blu al centro. Le viti, che hanno circa quarant’anni e sono coltivate secondo i principi dell’agricoltura sostenibile con una lavorazione regolare del terreno, godono di un’esposizione da ovest a sud-ovest. La vinificazione inizia con una pressatura pneumatica immediatamente dopo la vendemmia, che viene effettuata rigorosamente a mano. Seguono una accurata decantazione e fermentazioni naturali con lieviti indigeni, condotte in parte in vasche di acciaio inox e in botti. La fermentazione malolattica viene portata a termine, prima di un affinamento che dura da 8 a 10 mesi.
Philippe Mischler, sommelier presso Mundovin: Questo Chablis grand cru Les Clos Hommage à Louis del Domaine Jean Paul & Benoît Droin è il signore indiscusso dei vini di Chablis. Il vino coniuga una potenza naturale a una rigorosità minerale che ne fanno un esempio di lunga conservazione, destinato ad attraversare con maestosità diversi decenni. Per il momento, bisognerà attendere qualche anno affinché la cuvée riveli appieno il suo equilibrio tra corposità e mineralità, ma questo capolavoro della Borgogna saprà ricompensare ampiamente la vostra pazienza!
Al naso stupisce per la potenza dei suoi aromi di frutta bianca succosa e agrumi maturi, in cui si percepisce il carattere solare dell’annata. Una leggera riduzione con accenti iodati che evocano il guscio dell’ostrica, e sentori minerali di selce e pietra focaia richiamano il tipico fondamento kimmeridgiano dei vini di Chablis, mentre un tocco di spezie dolci che tendono allo zenzero candito e un sentore legnoso finemente integrato apportano un ulteriore livello di complessità.
Al palato si sviluppa un volume ampio, sostenuto da una mineralità potente e strutturante. La consistenza cremosa si tende sotto l’effetto di un’acidità ben definita. I sapori maturi di frutta bianca, spezie delicate e limone giallo sono caratterizzati da una freschezza diffusa che accompagna l’intera degustazione. La trama minerale lascia intravedere il suo potenziale di potenza in un finale che stimola la salivazione, caratterizzato da note di selce e iodio. Ancora qualche anno e sarà l’apoteosi!