Lo Chablis Grand Cru Valmur di Bessin-Tremblay è una delle espressioni più raffinate ed eccezionali del vigneto di Chablis. Il climat di Valmur è uno dei sette grand cru di Chablis, situato nella valle tra Les Clos e Vaudésir. Questo vigneto gode di un’esposizione solare ottimale, unita a una composizione geologica ricca di marne kimmeridgiane e di strati di calcare e argille di colore da marrone a rossastro. Queste caratteristiche uniche consentono alle uve di sviluppare una complessità e una mineralità incomparabili.
Nella parte alta del climat, denominata l’Envers de Valmur, la tenuta coltiva i suoi vecchi vigneti di Chardonnay, i cui ceppi più antichi risalgono al 1947. Questo appezzamento di due ettari in un unico blocco, esposto a nord-ovest, favorisce una maturazione lenta e tardiva, mentre i terreni calcarei bruni altamente drenanti e le marne kimmeridgiane conferiscono al vino la sua profondità e la sua caratteristica mineralità. Le tenute Bessin Tremblay vendemmia le uve a perfetta maturazione dopo averle curate per mesi con metodi di viticoltura biologica e secondo i principi biodinamici. La vinificazione che ne consegue avviene in vasche di acciaio inox ed esclusivamente con i lieviti indigeni delle uve. Il vino viene poi affinato per metà in botti usate e per metà in vasche, prima di trascorrere un secondo inverno in vasche sui lieviti fini, in vista dell’imbottigliamento in primavera.
Philippe Mischler, sommelier presso Mundovin: Proveniente dalla parte più fresca del versante, lo Chablis grand cru Valmur di Bessin-Tremblay incarna la storia dei terreni un tempo marini di Chablis con una nobiltà che gli è propria. La scelta di un affinamento prolungato e suddiviso tra botti e vasche ne accentua in modo notevole la profondità e la complessità. La tenuta Bessin-Tremblay firma senza dubbio una delle migliori espressioni di questo Chablis grand cru, destinato a un invecchiamento di almeno quindici anni!
Al naso si dispiega una palette complessa, dall’intensità già promettente nonostante l’apparente giovinezza, di fiori bianchi, spruzzi marini delicatamente iodati e frutta bianca. Con l’aerazione, la pera e la mela verde si fondono con la freschezza delle fragranze agrumate, mentre note evolutive di lievito fresco conferiscono ampiezza e profondità alla tensione del bouquet.
Al palato si dispiega in un movimento fluido, sostenuto da un’acidità vibrante e da una consistenza particolarmente setosa. I sapori si dispiegano su note di mela renetta e pera succosa, con un sottile accenno di cedro. Il finale intensamente salino si arricchisce di una persistenza minerale e di alcune sfumature empireumatiche. Si intravedono spezie delicate e un tocco appena burroso al retrogusto. Dopo alcuni anni in cantina, queste caratteristiche potranno rivelarsi appieno.