Il Chassagne-Montrachet 1er Cru La Boudriotte del Domaine Larue affonda le sue radici nel cuore della denominazione, nelle immediate vicinanze del premier cru Morgeot. Adagiata a 230 metri di altitudine su un pendio esposto a est, la parcella ospita vecchi vigneti piantati nel 1941 dalla tenuta. I terreni argilloso-calcarei-calcarei profondi tipici della Borgogna offrono al Pinot Nero un terreno fertile, la cui ricchezza di ossidi di ferro conferisce al vitigno una notevole potenza carnosa, accentuata dall’alta densità di impianto e dalle cure meticolose prodigate dal Domaine Larue. Tra la potatura primaverile e l’aratura leggera, combinate con l’inerbimento di un terzo dell’appezzamento, l’equilibrio vegetativo della vite e la sua protezione fitosanitaria biologica favoriscono la purezza dei grappoli. A luglio, la defogliazione manuale e l’eliminazione dei polloni consentono di migliorare l’esposizione al sole e la ventilazione naturale degli acini. Le uve vengono raccolte a mano, selezionate con cura, quindi parzialmente diraspate prima di una macerazione a freddo di alcuni giorni e di una fermentazione della durata massima di 3 settimane. L’obiettivo è evitare qualsiasi sovraestrazione che renderebbe le note argillose troppo preponderanti e il vino troppo massiccio al palato. L’affinamento di 12 mesi sui lieviti fini in barrique già utilizzate, seguito da un ulteriore riposo di 6 mesi in serbatoi di acciaio inossidabile termoregolati, mira invece a smussare gli spigoli senza snaturare il frutto.
Philippe Mischler, sommelier presso Mundovin: Il Chassagne Montrachet 1er Cru La Boudriotte del Domaine Larue traduce con precisione la profondità dei terreni argilloso-calcarei della Borgogna. Dalla delicatezza delle fermentazioni all’affinamento vellutato, il Pinot Nero viene trattato con tutto il rispetto dovuto a una materia prima già naturalmente opulenta. Uno Chassagne Montrachet premier cru tra i più completi e golosi!
Al naso, il bouquet si apre con immediata generosità su intense note di piccoli frutti rossi maturi. La complessità si afferma man mano che il vino si apre, rivelando la ricchezza naturale dell’appezzamento: cominciano ad affiorare sentori di liquirizia, peonia e un leggero tocco di cuoio pregiato. Una dimensione terrosa e affumicata, quasi animale, avvolge l’insieme con la sua profondità e la sua superba complessità.
Al palato è un’esperienza di pienezza, in cui la materia si rivela fin da subito carnosa e avvolgente. Si rimane affascinati dalla densità del succo e dalla finezza della grana tannica, che struttura la trama vellutata e caratterizza la personalità del cru. La materia succosa mostra una potenza aromatica mozzafiato, tra piccoli frutti rossi stufati, spezie delicate e un sottile sentore affumicato. Il finale persiste a lungo su note saporite di noccioli di ciliegia, mentre il legno discreto e perfettamente integrato dell’affinamento apporta un elegante rilievo e una punta di nobile amarezza.