Descrizione Givry 1er Cru bianco Crausot 2024 | Domaine François Lumpp
Il Givry 1er Cru bianco Crausot 2024 del Domaine François Lumpp è una delle cuvée più esclusive della Borgogna. Gestita da Isabelle e François Lumpp a Givry, questa tenuta di riferimento della Côte Chalonnaise firma qui un bianco di prim’ordine. Il climat Crausot, classificato Premier Cru, si estende su soli 0,63 ettari: un appezzamento minuscolo, quasi segreto, che racchiude in sé l’essenza di ciò che questo terroir può offrire.
Terroir e vitigno
Il Crausot si trova a 284 metri di altitudine, con esposizione a sud-est. Questa esposizione favorisce una maturazione generosa dello Chardonnay, senza mai sacrificare la freschezza. Sotto i vigneti, i terreni sono costituiti da calcari del Bathoniano, oolitici e sublithografici, disposti in banchi con stratificazioni intrecciate. Queste rocce dure e drenanti conferiscono al vino una trama minerale precisa, quasi gessosa. È proprio questo calcare a conferire al Crausot la sua singolare verticalità, ben lontana dagli opulenti bianchi del sud della Borgogna.
Viticoltura e vinificazione
La tenuta gestisce i propri vigneti secondo i principi della coltivazione ragionata, con una lavorazione moderata del terreno e una meticolosa selezione in vigna. La vendemmia manuale consente una selezione rigorosa delle uve. La pigiatura avviene a grappoli interi, preservando la finezza dei succhi. La fermentazione avviene in vasche di acciaio inox con lieviti indigeni, garantendo la fedele espressione del terroir. L’affinamento dura 12 mesi in barrique, di cui il 20% nuove, seguiti da altri 4 mesi in serbatoi di acciaio inossidabile prima dell’imbottigliamento. Questo doppio passaggio è una scelta deliberata: il legno conferisce coesione, mentre il serbatoio restituisce nitidezza.
Givry 1er Cru bianco Crausot 2024 | Domaine François Lumpp: il parere del sommelier
Philippe Mischler, sommelier presso Mundovin Il Crausot è uno di quei bianchi di Borgogna che non hanno bisogno di un grande nome per convincere. Il suo profilo concentrato e salino ricorda talvolta il Meursault, ma con maggiore linearità. Il passaggio in barrique e poi in vasca di acciaio inossidabile è qui una firma tecnica che preserva l’equilibrio tra maturità e limpidezza minerale, senza eccessi di corposità né un’eccessiva presenza di legno. Da bere già ora, raggiungerà il suo apice tra il 2027 e il 2033. Consiglio di servirlo a 12 °C, senza decantarlo: il vino si svela meglio nel bicchiere, gradualmente.
Il profumo
Al naso si apre con note di frutta bianca fresca, pera e pesca di vigna, esaltate da delicati sentori floreali bianchi. Un leggero tocco cremoso rivela l’affinamento in botte, senza mai prevalere. Sul fondo del bicchiere, il calcare impone i suoi sentori gessosi e lineari. Il profilo è espressivo, preciso, senza fronzoli.
Il palato
Al palato, la materia è concentrata e matura, sostenuta da una tensione costante. L’attacco è morbido, il centro bocca acquista ampiezza senza perdere la sua precisione. Una leggera untuosità derivante dall’affinamento avvolge il frutto senza appesantirlo. Una punta speziata struttura il finale, la cui persistenza si protrae su sfumature saline e minerali. Il finale è lungo, netto, che stimola la salivazione.
Givry 1er Cru: tutto quello che c’è da sapere su questa denominazione
La denominazione Givry, situata nel cuore della Côte Chalonnaise in Borgogna, produce vini rinomati per la loro intensità e complessità. I terreni sono prevalentemente calcarei, il che conferisce ai bianchi una caratteristica trama minerale. Lo Chardonnay domina le cuvée bianche, esprimendo qui una maturità schietta temperata dall’altitudine degli appezzamenti. I Premiers Crus di Givry sono tra i più riusciti della Côte Chalonnaise, spesso sottovalutati rispetto ai loro vicini della Côte de Beaune. Il Crausot illustra perfettamente ciò che Givry può offrire in termini di vini bianchi. Il suo appezzamento calcareo, l’esposizione a sud-est e la vinificazione accurata ne fanno un rappresentante fedele e ambizioso della denominazione. Per chi è alla ricerca di un grande bianco di Borgogna senza ricorrere alle denominazioni più famose, questo Premier Cru merita una seria attenzione.