Givry 1er Cru rosso Clos Marole 2023 Domaine Joblot | Borgogna
Il Givry 1er cru Clos Marole della tenuta Joblot si distingue per la complessità del suo...
Il Givry 1er Cru bianco Petit Marole del Domaine François Lumpp: uno Chardonnay su terreni calcarei e marne fini, affinato per dodici mesi in botte, che offre una tensione ben definita e un finale salino persistente. Una rarità poco conosciuta della Côte Chalonnaise che Mundovin ha voluto proporre per la sua precisione e la sua integrità.
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Fedeltà e vantaggi
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Scheda tecnica
Capacità
75 cl
Annata
2024
Vitigno/i
Chardonnay
Denominazione
Givry 1er Cru
Vinificazione
Vendemmia manuale, fermentazione con lieviti indigeni
Allevamento
12 mesi in botti, di cui il 30% nuove
Filosofia e stile
Tipo di vino
Bianco secco
Tipo di coltivazione
---
Stile
Puro e generoso
Tipo di terreno
Calcare e marne fini
Degustazione
Suggerimenti gastronomici
Filetto di San Pietro in crosta di sale, vongole e spuma di salsa marinière allo Chardonnay
Consigli per l'utilizzo
12 °C
Apogeo
2027-2033
Il Givry 1er Cru bianco Petit Marole 2024 del Domaine François Lumpp è una delle cuvée più esclusive della Borgogna. Appena trenta are, sulle colline della Côte Chalonnaise: un micro-appezzamento che basta a far capire perché questo bianco sia così raro. La famiglia Lumpp, con François alla guida, gestisce un vigneto di 9,5 ettari con un rigore che contraddistingue solo quelle tenute in cui ogni gesto conta. Petit Marole non è una cuvée da vetrina. È un bianco di convinzione, nato da un luogo preciso e dalla volontà di non forzare nulla.
L’appezzamento è situato a circa 260 metri di altitudine, esposto a sud e sud-est. Questo orientamento favorisce una maturazione lenta, regolare e senza sbalzi. Il terreno, composto da calcare e marne fini, offre allo Chardonnay le due condizioni che preferisce: un drenaggio naturale che limita le rese e una profondità sufficiente affinché le radici possano spingersi in profondità. È da qui che deriva la mineralità gessosa del vino. Non è il risultato di una ricetta di cantina, ma di un sottosuolo che si esprime.
L’azienda coltiva i propri vigneti secondo i principi dell’agricoltura biologica, con una lavorazione regolare del terreno e una limitazione volontaria delle rese. La vendemmia manuale a grappoli interi preserva l’integrità del frutto. La fermentazione avviene con lieviti indigeni, senza correzioni esterne. L’affinamento dura 12 mesi in botti, con il 30% di legno nuovo: quanto basta per conferire volume, ma non abbastanza da coprire il terroir. Un equilibrio che poche tenute mantengono con tanta costanza.
Philippe Mischler, sommelier presso Mundovin
Nella denominazione Givry 1er Cru, i bianchi rimangono all’ombra dei rossi. A torto. Petit Marole ne è la dimostrazione più evidente: trenta are, un’esposizione a sud-est, un terreno calcareo che lascia il segno in ogni bicchiere. Questo 2024 possiede quella linearità tesa che spesso si cerca nella Côte Chalonnaise senza sempre trovarla. La sua produzione limitata, proveniente da un’unica micro-parcella, ne fa un bianco di rara precisione, al tempo stesso generoso e raffinato, con un periodo di degustazione ottimale che si estende dal 2027 al 2033. Da servire a circa 12 °C, in abbinamento a un filetto di San Pietro in crosta di sale: l’abbinamento è ovvio, quasi inevitabile.
Il profumo
Al naso si apre con agrumi freschi e frutta bianca nitida, pera e pesca di vigna. Il fiore d’acacia e il tiglio apportano una leggerezza vegetale che alleggerisce l’insieme senza cancellarlo. Poi, progressivamente, una mineralità gessosa si insinua sullo sfondo. Discreta, precisa. Descrive il terreno calcareo meglio di qualsiasi descrizione.
Il palato
Al palato, l’attacco è fluido, leggermente grasso, con quel volume che i 12 mesi in botte hanno scolpito senza appesantire. La tensione arriva rapidamente, viva, cesellata. Riequilibra, si allunga. La polpa fruttata dello Chardonnay si dispiega senza mai sfuggire al controllo. Il finale è salino, lungo, con quella salivazione minerale che invita a tornare al bicchiere.
La denominazione Givry 1er Cru appartiene alla Côte Chalonnaise, a sud della Côte de Beaune. Il villaggio di Givry produce rossi e bianchi su terreni calcarei e marnosi, a quote modeste ma decisive per la regolarità della maturazione. Il vitigno bianco è esclusivamente lo Chardonnay. I Premier Cru sono pochi e spesso poco conosciuti dal grande pubblico, il che conferisce loro una relativa accessibilità nonostante la qualità di tutto rispetto.
Il Petit Marole illustra ciò che Givry è in grado di produrre quando il terroir viene rispettato e l’intervento del viticoltore è misurato. Trenta are, un’esposizione ideale, un affinamento ben controllato: ci sono tutte le condizioni per un bianco che va ben oltre la cerchia ristretta del proprio appezzamento. Non è un vino da esibizione. È un vino che convince.
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