Descrizione Cuvée N. 744 Dégorgement Tardif | Champagne Jacquesson
La Cuvée N°744 Dégorgement Tardif di Jacquesson è una delle espressioni più riuscite della serie dei «700», un approccio unico in cui ogni numero racconta un'annata. Fondata nel 1798 da Claude Jacquesson, la maison ha attraversato due secoli con una continuità che suscita ammirazione. Oggi, Laurent e Jean-Hervé Chiquet ne tengono le redini con la stessa esigenza.
Terroir e vitigni
L’assemblaggio si basa su una base dell’annata 2016, integrata dal 30% di vini di riserva provenienti dalle cuvée dalla 736 alla 743, esclusa la 738. Le uve provengono da due grandi territori emblematici della Champagne: la Grande Vallée de la Marne (Aÿ, Dizy, Hautvillers, Champillon) e la Côte des Blancs (Avize, Oiry), con una proporzione rispettivamente del 55% e del 45%. I terreni calcarei e gessosi di questi due territori conferiscono al vino la sua caratteristica mineralità. Il vitigno riflette questo equilibrio: 60% di Chardonnay, 20% di Pinot Meunier e 20% di Pinot Nero. L’annata 2016 è stata caratterizzata da un’estate molto calda e secca, dopo una primavera piovosa e episodi di gelate tardive. Le rese ridotte hanno concentrato gli acini e il Pinot Noir, particolarmente ben riuscito quell’anno, ha apportato una straordinaria corposità all’assemblaggio.
Viticoltura e vinificazione
La casa Jacquesson coltiva i propri vigneti secondo i principi dell’agricoltura biologica certificata. La vendemmia 2016 è iniziata il 19 settembre e si è conclusa il 6 ottobre, con un’interruzione di alcuni giorni per adeguarsi ai livelli di maturazione eterogenei. La vinificazione avviene in botti di rovere, con lieviti indigeni, senza filtrazione né chiarificazione. Il dosaggio è limitato a 2 g/l, per un profilo extra brut schietto e senza fronzoli. Dopo l’assemblaggio, il vino ha riposato 92 mesi sui lieviti, poi sotto tappo, prima di un degorgement previsto per febbraio 2025. Ogni gesto è orientato alla pura espressione del terroir.
Cuvée N°744 Dégorgement Tardif | Champagne Jacquesson: il parere del sommelier
Philippe Mischler, sommelier presso Mundovin
La cuvée 744 illustra brillantemente l’effetto sulla materia di un affinamento di quasi un decennio. L’osmosi tra la tensione dell’annata 2016, rimasta intatta, e la ricchezza della materia alimentata da quasi dieci anni sui lieviti è semplicemente superba. Questo champagne va bevuto tra il 2026 e il 2035, in un bicchiere sufficientemente capiente da consentirgli di esprimersi appieno, e soprattutto non troppo freddo: 11 °C lo renderanno perfetto.
Il naso
Al naso si aprono note di mirabella e di frutta croccante del frutteto, sostenute da un fondo di pane imburrato, spezie dolci e delicate note tostate. Sentori di miele e agrumi completano il quadro con un’ulteriore profondità di cui non ci si stanca mai.
Il palato
Al palato, l’attacco è dinamico e appetta l’acquolina, dotato di una corposità che seduce fin dal primo sorso. La consistenza è cremosa, setosa, priva di asperità ma tuttavia piena di una vivacità quasi tagliente. Questa trama acida struttura l’insieme e conferisce a questo Champagne d’eccezione un’impressionante struttura verticale, pensata per l’invecchiamento. Il finale si protrae a lungo sulle note fruttate e burrose, mentre accenti di nobile amaro particolarmente appetitosi rivestono il palato.
Champagne: tutto quello che c’è da sapere su questa denominazione
Lo Champagne è una delle denominazioni più regolamentate al mondo. I suoi vigneti si estendono su terreni prevalentemente calcarei e gessosi, in una regione il cui clima fresco favorisce la finezza e la tensione dei suoi vini spumanti. I vitigni autorizzati sono principalmente lo Chardonnay, il Pinot Nero e il Pinot Meunier. Il metodo champenoise, detto tradizionale, con la sua seconda fermentazione in bottiglia e l’affinamento sui lieviti, è il cuore stesso dell’identità della denominazione. Alcuni terroir, come Aÿ, Dizy o Avize, godono della classificazione premier cru.