Descrizione della Cuvée n. 749 | Champagne Jacquesson
La Cuvée N°749 di Jacquesson è una vera e propria dichiarazione di intenti. Da quando la Maison ha abbandonato la classica etichetta millesimata a favore di una numerazione continua, ogni cuvée racconta una vendemmia, un'intenzione precisa e la memoria dei vini che la tenuta conserva in riserva per i propri assemblaggi. La N°749 si basa su una base di annata 2021, completata dal 28% di vini di riserva provenienti dalle cuvée dalla 748 alla 743, ad eccezione della 745. Da Jacquesson, la continuità è elevata al rango di filosofia.
Terroir e vitigni
L’assemblaggio riunisce due territori complementari: la Grande Vallée de la Marne e i suoi terroir di Aÿ, Dizy, Hautvillers e Champillon, che rappresentano il 72% dell’assemblaggio. Il restante 28% proviene da Avize e Oiry, sulla Côte des Blancs. I terreni calcarei e gessosi di questi terroir conferiscono all’assemblaggio di Chardonnay, Pinot Nero e Pinot Meunier quella tensione verticale così inconfondibile.
Viticoltura e vinificazione
Il vigneto è certificato per l’agricoltura biologica dal 2010. La vendemmia manuale consente un’accurata selezione in vigna. La fermentazione avviene con lieviti indigeni in botti di rovere, senza filtrazione né chiarificazione. L’affinamento dura 12 mesi sui lieviti nelle botti, poi 36 mesi su graticci e infine almeno 6 mesi in bottiglia dopo la sboccatura. Il dosaggio extra brut a 2 g/L bilancia il vino senza alterarne la purezza degli aromi.
Cuvée N°749 | Champagne Jacquesson: il parere del sommelier
Philippe Mischler, sommelier presso Mundovin
La logica di numerazione di Jacquesson è spesso fraintesa. Non si tratta di un assemblaggio senza annata nel senso comune del termine, ma di una costruzione rigorosa attorno a una base identificata, arricchita da riserve perpetue. La N°749 si inserisce nella continuità di questa logica con tutta l’esigenza propria di questa grande casa. Con un minimo di 48 mesi di affinamento prima della commercializzazione, questo Champagne arriva in bottiglia già ben strutturato. Non sorprende che abbia già raggiunto il suo apice: si può aprire fin da subito, a condizione di servirlo a 9 °C in un bicchiere capiente piuttosto che in una flûte stretta. Il tempo lo valorizzerà ancora di più, con una finestra di degustazione ideale almeno fino al 2032.
Il naso
Al naso si aprono note di agrumi freschi, accompagnate da un tocco floreale discreto e quasi talcato, in cui si riconosce l’impronta dello Chardonnay. Il quadro olfattivo è preciso, contenuto e cesellato con delicatezza.
Il palato
Al palato, la finezza delle bollicine sostiene una struttura compatta e quasi affusolata, che tuttavia non manca di corpo: il Pinot Nero apporta la giusta corposità per bilanciare la linearità della trama acida, vivificante al punto giusto. Il finale è lungo e sapido, con una notevole persistenza minerale che ricorda i terreni gessosi della Côte des Blancs.
Champagne: tutto quello che c’è da sapere su questa denominazione
La Champagne è una delle denominazioni più regolamentate al mondo. Si estende su diverse zone distinte: la Montagne de Reims, la Vallée de la Marne, la Côte des Blancs, la Côte des Bar. Ogni settore apporta una firma distintiva. I terreni gessosi dominano i grandi terroir, garantendo drenaggio, freschezza alle radici e una mineralità caratteristica. I vitigni autorizzati sono principalmente lo Chardonnay, il Pinot Nero e il Pinot Meunier.
Unendo la Vallée de la Marne e la Côte des Blancs, Jacquesson dimostra la complementarità dei terroir. Il risultato è uno Champagne di carattere, immediatamente riconoscibile come espressione di una grande maison.