- Bio
- Bio : proveniente da agricoltura biologica
Manon 2024 Clos Marie | Linguadoca
Ci sono dei vini bianchi che impongono la loro personalità fin dal primo sguardo, e la cuvée...
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Fedeltà e vantaggi
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Scheda tecnica
Capacità
150 cl
Annata
2024
Vitigno/i
Grenache Bianco, Carignan Bianco
Denominazione
Pic-Saint-Loup
Vinificazione
Vendemmia manuale con diraspatura parziale, macerazione prolungata
Allevamento
In botti
Filosofia e stile
Tipo di vino
Bianco secco
Tipo di coltivazione
Certificata biologica
Stile
Puro e generoso
Tipo di terreno
Argilloso-calcareo
Degustazione
Suggerimenti gastronomici
Gamberi glassati al miso bianco, brodo alle alghe
Consigli per l'utilizzo
12 °C
Apogeo
2026-2031
Ci sono dei vini bianchi che impongono la loro personalità fin dal primo sguardo, e la cuvée Manon del Clos Marie è uno di questi . Questa cuvée emblematica della Linguadoca affonda le sue radici sui versanti calcarei esposti a est del Pic Saint-Loup, dove i venti marini si intrecciano con il sole del Mediterraneo. Su questi terreni duri e luminosi, il Grenache bianco, il Carignan bianco, talvolta il Vermentino o la Malvasia, si sviluppano sotto la guida esigente di Christophe Peyrus, per dare vita a un vino bianco tanto vivace quanto preciso, che trova naturalmente il suo posto sulle tavole più prestigiose della Francia, accanto all’altra grande cuvée bianca della tenuta: Les Métairies du Clos.
Philippe Mischler, sommelier presso Mundovin: La cuvée Manon del Clos Marie affascina per la sua precisione. Christophe Peyrus ha saputo concentrare il terroir della Linguadoca assemblando con talento la tensione del Grenache bianco con la rotondità del Carignan bianco, integrando al contempo con eleganza un tocco di Vermentino o di Malvasia, a seconda dell’annata. Questo vino unisce un profilo aromatico intenso a una freschezza ben definita, senza mai perdere la sua finezza. È proprio questo connubio tra intensità fruttata e mineralità a renderlo un punto di riferimento gastronomico.
Al naso, il vino sprigiona una pura espressione di agrumi e fiori bianchi, esaltata da delicate note di tè bianco. Il bouquet emana una bella profondità, pur rimanendo fresco e rinvigorente. Un tocco minerale finemente iodato richiama l’origine rocciosa del vigneto vicino a Pic Saint-Loup e il suo contesto autentico della Linguadoca.
Al palato, la consistenza è di un’elegante rotondità, perfettamente bilanciata da un’acidità fine e ben definita. Il frutto si rivela goloso pur rimanendo preciso. Il Carignan bianco apporta una discreta nota amara, mentre il finale leggermente salino offre una persistenza rinfrescante.
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