Cognac Grande Champagne Ancêtre | Dudognon
Il Cognac Grande Champagne Ancêtre della Maison Dudognon è il frutto di una pazienza fuori dal comune: alcune delle acquaviti che lo compongono risalgono al 1900 e hanno attraversato quasi quattro generazioni prima di arrivare nel bicchiere. La famiglia Dudognon-Buraud è insediata nel cuore della Grande Champagne dal 1776. Oggi è Claudine Dudognon, affiancata dal marito e dal figlio, a portare avanti questa tradizione, sempre senza compromessi.
Terroir e vitigno
Il vigneto di famiglia si estende nella tenuta del Davore, a Lignières-Sonneville. I terreni sono costituiti da gesso campaniano, una roccia calcarea molto pura, drenante e povera di materia organica. Questo substrato costringe le radici a penetrare in profondità, concentrando l’espressione del terroir in ogni grappolo. Questa concentrazione è l’apaneaggio delle acquaviti della Grande Champagne, che racchiudono immancabilmente la finezza aromatica e la straordinaria attitudine all’invecchiamento di questo grande terroir. Il vitigno esclusivo èl’Ugni Blanc, varietà dominante nella denominazione e nota per produrre vini di base acidi e leggeri, ideali per la doppia distillazione.
Viticoltura e vinificazione
La filosofia della casa impone da generazioni una vinificazione e una distillazione in cui l’artigianalità la fa da padrona. Le acquaviti non contengono alcun additivo, né aromi artificiali né coloranti. La doppia distillazione in alambicchi a ripasso alimentati a legna segue l’antico metodo della Charente, mentre le botti di rovere del Limousin sono realizzate con doghe essiccate all’aria per circa tre anni. L’affinamento dura almeno 30 anni, con alcune acquaviti dell’assemblaggio che superano ampiamente il secolo di età. Il risultato viene consegnato senza filtrazione a freddo per preservare tutta la straordinaria complessità del nettare.
Cognac Grande Champagne Ancêtre | Dudognon: il parere del sommelier
Philippe Mischler, sommelier presso Mundovin
Da Dudognon, tutto proviene dai vigneti di famiglia del Davore. Qui, il tempo diventa una vera e propria materia prima e permea ogni componente dell’assemblaggio. Poche case possono vantare acquaviti centenarie provenienti da un unico vigneto di famiglia, senza additivi né artifici. La medaglia d’oro ottenuta nel 1990 all’International Spirits Tasting Show ha consacrato questo lavoro, ma la cuvée non ha certo bisogno di premi per convincere. Da servire a 18 °C, in un bicchiere a tulipano che concentri gli aromi senza soffocarli, in abbinamento a un dessert agli aromi di spezie nobili o di cioccolato fondente.
Il profumo
Al naso si apre con note di fiori bianchi ed erbe estive, fresche e leggermente erbacee. Seguono poi caffè, cioccolato e vaniglia, note tipiche di un lungo affinamento in botte di rovere. Il fondo rivela cuoio patinato, tabacco da pipa, sandalo e un notevole tocco di sottobosco. È un profumo tutto da scoprire, che svela uno ad uno i suoi strati successivi.
Il palato
Al palato, l’attacco è potente e diretto. La struttura è ampia, densa, sostenuta da una consistenza setosa che solo un affinamento molto lungo può produrre. L’equilibrio è notevole: nulla domina, tutto si fonde. Il finale è lungo, molto lungo, con note di caffè, vaniglia, frutta secca e sandalo. Persiste a lungo anche dopo aver posato il bicchiere.
La Grande Champagne: tutto quello che c’è da sapere su questa denominazione
La Grande Champagne è la prima e la più antica delle denominazioni delimitate della regione di Cognac, nel sud-ovest della Francia. I suoi terreni calcarei costituiscono la sua identità profonda: molto drenanti, poveri di materia organica, spingono le radici in profondità e concentrano l’espressione del terroir nell’uva. Le acquaviti provenienti da questo cru sono rinomate per la loro finezza aromatica, la loro complessità e la loro capacità di invecchiare per diversi decenni. Il vitigno dominante è l’Ugni Blanc.
L’Ancêtre di Dudognon è un vibrante omaggio a questo terroir gessoso. L’assemblaggio rivela tutto ciò che rende speciale la Grande Champagne: una persistenza aromatica fuori dal comune, una finezza che non viene meno con l’invecchiamento, una complessità costruita nel corso di decenni. È un pezzo da collezione oltre che un oggetto da degustazione.