Unu bianco 2025 | Domaine de Vaccelli
L'Unu bianco 2025 del Domaine de Vaccelli è un primo assaggio dell'universo di una tenuta vinicola a conduzione familiare radicata nel cuore della Corsica. Situata a Cognocoli-Monticchi, nella valle del Taravo, la tenuta appartiene alla famiglia Courrèges sin dagli anni '60. Oggi è Gérard Courrèges a tenerne le redini. L'Unu è la cuvée d’ingresso della tenuta, ma il termine «ingresso» non deve trarre in inganno.
Terroir e vitigni
I vigneti si estendono su terreni granitici, quei suoli decompositi, drenanti e poveri che sono il segno distintivo delle colline del Taravo. Il granito impone un rigore naturale alla vite. Essa attinge in profondità, limita le rese, concentra la propria energia. Il risultato si percepisce nel bicchiere: una mineralità di fondo, una tensione che accompagna l’intera degustazione. Il vitigno è il Vermentinu, nella sua versione corsa e autentica, vinificato qui al 100%. Vitigno solare per natura, trova in questi terreni granitici un contrappeso acido che gli evita ogni eccesso di rotondità.
Viticoltura e vinificazione
L’azienda è certificata per l’agricoltura biologica da Ecocert dal 2019. La vendemmia è manuale. La fermentazione viene condotta con lieviti indigeni, quelli delle tenute, senza correzioni aromatiche esterne. L’affinamento avviene in botti e demi-muids da 500 litri, una scelta che conferisce volume e consistenza senza imprimere al vino un sentore legnoso invadente. Si tratta di una vinificazione pensata per rivelare il terroir, non per mascherarlo.
Unu bianco 2025 | Domaine de Vaccelli: il parere del sommelier
Philippe Mischler, sommelier presso Mundovin
L’Unu è quel tipo di vino che si sottovaluta a prima vista, ma che una volta in mano non si riesce più a mettere giù. Nella denominazione Île de Beauté, il Vermentinu viene spesso vinificato in modo semplicistico: grasso, aromatico, un po’ corto. Qui, la combinazione di granito e lieviti indigeni cambia le carte in tavola. Il vino ha spina dorsale. Il suo periodo di massimo splendore va dal 2028 al 2031, il che gli lascia il tempo di restringersi per poi aprirsi pienamente. A tavola va servito a 10 °C, non di meno: il freddo cancellerebbe proprio ciò che lo contraddistingue.
Il naso
Al naso si apre con un cesto di frutta estiva luminosa: pesca bianca, albicocca fresca, un tocco di agrumi sullo sfondo. Il fiore bianco fa capolino con discrezione, senza esuberanza. Una leggera nota di pietra calda sottolinea il granito sullo sfondo.
Il palato
Al palato, l’attacco è corposo, quasi generoso. La struttura è ampia, con il meglio che il Vermentino sa offrire: una sensazione di pienezza senza pesantezza. L’acidità riequilibra il tutto, conferendo rettitudine. Il finale si protrae su una discreta salinità minerale, che invita a un secondo sorso.
La denominazione Île de Beauté: tutto quello che c’è da sapere
L’Île de Beauté è un’IGP che copre l’intero territorio corso. Ospita una grande varietà di vitigni, autoctoni e continentali, vinificati in bianco, rosso e rosato. Il bianco si basa spesso sul Vermentinu, vitigno emblematico dell’isola, capace di una bella complessità aromatica quando il terroir e la vinificazione lo favoriscono. L’IGP offre ai vignaioli una libertà di stile che le AOP corse non sempre consentono.
In questo contesto, l’Unu bianco del Domaine de Vaccelli si distingue per il suo rigore. Laddove l’IGP potrebbe cadere nella facilità aromatica, Gérard Courrèges sceglie la tensione. Il granito del Taravu, i lieviti autoctoni, l’affinamento in botte: ogni scelta converge verso un vino di terroir, non un vino di vitigno.