Unu rosato 2025 | Domaine de Vaccelli
L'Unu rosato del Domaine de Vaccelli è una delle cuvée di punta di un'azienda a conduzione familiare fondata nel 1960 da Roger Courrèges. Passata al figlio Alain e oggi al nipote Gérard Courrèges, l’azienda coltiva i propri vigneti a Cognocoli-Monticchi, nella valle del Taravo, nel sud della Corsica. Lo stile Vaccelli: selezioni minuziose per parcella e un attaccamento incondizionato ai terroir granitici.
Terroir e vitigni
I vigneti affondano le radici nelle caratteristiche sabbie granitiche del sud della denominazione Ajaccio. Questo terreno drenante, povero e ricco di energia minerale, costringe la vite ad attingere in profondità e scolpisce vini di naturale integrità, lontani dai rosati stucchevoli e inebrianti. L'assemblaggio dell’Unu rosato si basa su un 70% di Sciaccarellu e un 30% di Cinsault. Lo Sciaccarellu, vitigno autoctono corso, apporta una finezza aromatica delicatamente speziata, mentre il Cinsault completa il quadro con la sua rotondità e la purezza del frutto. Una complementarità efficace per eccellenza!
Viticoltura e vinificazione
Le tenute sono certificate per l’agricoltura biologica con il marchio Ecocert. Dal 2021, Gérard Courrèges utilizza zolfo vulcanico, noto per avere un impatto minore sul profilo aromatico rispetto allo zolfo convenzionale. La vendemmia è manuale. La fermentazione avviene con lieviti indigeni, selezionati direttamente nella tenuta. L’affinamento avviene interamente in vasche di acciaio inox, per preservare la freschezza e la precisione del frutto. Nessun affinamento in legno, nessun artificio.
Unu rosato 2025 | Domaine de Vaccelli: il parere del sommelier
Philippe Mischler, sommelier presso Mundovin
Questo rosato incarna l’identità profonda e genuina del Taravo. L’Unu è un rosato accessibile e gastronomico, cristallino e teso, che merita di essere apprezzato con vera attenzione. La combinazione di Sciaccarellu e Cinsault conferisce qui un’eleganza che raramente (e a torto) si associa a un rosato del Sud. Da servire a circa 10-12 °C, senza decantare. Il suo apice è previsto tra il 2028 e il 2031, ma già ora si rivela generoso.
Il profumo
Al naso si aprono notedi acacia e pomelo, luminose e nitide. Segue poi un tocco di nocciola fresca, leggermente cremosa. Il limone apporta vivacità e freschezza. L’insieme è espressivo senza essere ostentato. Sullo sfondo emerge una discreta mineralità, segno distintivo del granito.
Il palato
Al palato, l’attacco è ampio e rotondo, con una consistenza setosa che avvolge il palato. La freschezza si afferma rapidamente, sostenuta da un’acidità ben calibrata. Il finale rivela una leggera e nobile nota amara e un tocco salino. L’equilibrio è presente, netto, senza pesantezza. Un rosato che lascia la bocca pulita e invita a bere il bicchiere successivo.
La denominazione Ajaccio: tutto quello che c'è da sapere su questo terroir corso
La denominazione Ajaccio copre le colline granitiche del sud-ovest della Corsica, intorno alla capitale dell’isola. La sua identità si fonda sulle arene granitiche, terreni leggeri e drenanti che conferiscono ai vini una caratteristica tensione minerale. Qui il Sciaccarellu la fa da padrone sia nei rossi che nei rosati, affiancato dal Cinsault, dal Grenache o dall’Alicante a seconda delle tenute. I vini di Ajaccio sono rinomati per la loro finezza e leggerezza, in controtendenza rispetto agli standard mediterranei più solari.
Il rosato L’Unu di Vaccelli illustra perfettamente questa unicità. Fruttato, speziato, delicato: incarna l’originalità di Ajaccio senza cercare di forzare il suo carattere. La valle del Taravu, a Cognocoli-Monticchi, costituisce uno dei territori più espressivi di questa denominazione poco conosciuta. Un vino che merita di essere conosciuto anche al di fuori dell’isola.