- Biodinamica
- Biodinamica : proveniente da agricoltura biologica
Le Clos Blanc 2025 Clos Venturi | Corsica
Il Clos Blanc del Clos Venturi è una delle annate più significative della Corsica...
Il Vaccelli rosso 2023 esprime tutta la finezza dello Sciaccarellu sui terreni granitici di Ajaccio: frutti rossi croccanti, tannini setosi, finale minerale e affumicato. Da tenere a mente sia per la schiettezza della sua espressione corsa che per il piacere che regala alla degustazione.
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Fedeltà e vantaggi
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Scheda tecnica
Capacità
75 cl
Annata
2023
Vitigno/i
Sciaccarellu
Denominazione
Ajaccio
Vinificazione
Vendemmia manuale, fermentazione con lieviti indigeni
Allevamento
In demi-muids e botti
Filosofia e stile
Tipo di vino
Rosso
Tipo di coltivazione
Certificata biologica
Stile
Sottile ed elegante
Tipo di terreno
Arene granitiche
Degustazione
Suggerimenti gastronomici
Tartare “terra e mare” di vitello e triglia, pangrattato di Patanegra e zabaione al Porto
Consigli per l'utilizzo
17 °C
Apogeo
2029-2034
Il Vaccelli rosso 2023 nasce sulle alturedi Ajaccio, nel cuore di un vigneto di 25 ettari saldamente radicato sui pendii granitici che rendono famosa la denominazione. Vaccelli è oggi una delle tenute di riferimento per i vini corsi moderni, riconosciuta per il suo rigoroso lavoro sui vitigni autoctoni dell’isola. Da quando ha rilevato la tenuta di famiglia all’inizio degli anni 2000, Gérard Courrèges mette in campo il suo talento con il genio dei più grandi vignaioli, e questa cuvée è un’eccezionale introduzione al suo universo.
Gli appezzamenti granitici dove prosperano i vecchi vigneti costringono le radici a penetrare in profondità nel substrato drenante e povero di granito decomposto. Lo Sciaccarellu, vitigno regnante delladenominazione Ajaccio, esprime qui la sua naturale finezza: tannini delicati, frutta saporita e una freschezza persistente, frutto di una maturazione mirabilmente controllata.
Le tenute sono certificate per l’agricoltura biologica dal 2019. La vendemmia manuale consente una selezione rigorosa in vigna. In cantina, la fermentazione si avvale di lieviti indigeni, unici garanti di una vera autenticità. L’affinamento avviene in demi-muids e botti accuratamente selezionate per accompagnare la materia senza dominarla.
Philippe Mischler, sommelier presso Mundovin
Lo Sciaccarellu è un vitigno che non perdona le approssimazioni. Sul granito, può raggiungere una finezza che, con la sua leggerezza e la sua trama acida, ricorda alcuni Pinot Neri di Borgogna. È proprio questa la grandezza di questa cuvée dell’annata 2023. Il suo apice si colloca tra il 2029 e il 2034, ma è già piacevole oggi, con la giusta dose di giovinezza. Da qui alla sua piena maturità, si consiglia mezz’ora di aerazione in bottiglia per rivelare progressivamente gli strati del vino, che andrà servito appena fresco, a 17 °C. Questo rosso incarna il meglio dell’eleganza prodotta dalla denominazione Ajaccio: un vino granitico, teso, preciso, senza fronzoli.
Il naso
Al naso si apre con note di frutti rossi croccanti, in primo piano lampone e ribes rosso. Si insinuano note floreali di violetta e peonia, leggermente talcate. La ciliegia nera e la mora conferiscono una discreta profondità. Un tocco di pepe bianco chiude il tutto con rilievo. Pulito, preciso, senza ostentazione.
Il palato
Al palato, l’attacco è fresco e netto. La struttura si dispiega con morbidezza: corpo da medio a pieno, tannini setosi che non si induriscono mai. L’acidità naturale del terroir granitico conferisce al vino un carattere lineare. Note di spezie dolci, di gariga e un tocco di liquirizia aggiungono complessità al centro bocca. Il finale è lungo, minerale, sottilmente affumicato. Lascia il palato desideroso di altro.
La denominazione Ajaccio si estende sul versante occidentale della Corsica, tra mare e montagna. La sua identità si basa quasi interamente sullo Sciaccarellu, un vitigno rosso autoctono che nessun’altra regione della Francia sa coltivare con la stessa maestria. I terreni sono prevalentemente granitici, acidi e ben drenanti. Conferiscono ai vini una mineralità asciutta e una freschezza che il clima mediterraneo da solo non basta a spiegare. Le rese naturalmente limitate da questo terroir povero contribuiscono alla concentrazione dei mosti.
Il Vaccelli rosso 2023 è rappresentativo di ciò che la denominazione produce al suo massimo livello. La selezione parcellare da vecchi vigneti, l’affinamento in botti e demi-muids e il rigore biologico della tenuta ne fanno un vino che va oltre il semplice ritratto della denominazione. Ne è una dimostrazione convincente e uno dei vini più riusciti dell’annata.
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