Vantaggi e fedeltà
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  • Bio : proveniente da agricoltura biologica
Oro 2016 | Peyre Rose

Oro 2016 Peyre Rose | Linguadoca

Oro de Peyre Rose è un’anomalia luminosa nell’opera di Marlène Soria, quella donna che ha lasciato tutto per piantare vigneti nella gariga dell’Hérault e che è diventata, senza mai cercarlo, uno... Continua a leggere
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Fedeltà e vantaggi

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Un programma su misura

Scheda tecnica

Capacità

75 cl

Annata

2016

Vitigno/i

Rolle, Roussanne e Viognier

Denominazione

Vino francese

Vinificazione

Vendemmia manuale, fermentazione con lieviti indigeni

Allevamento

In vasca

Filosofia e stile

Tipo di vino

Bianco secco

Tipo di coltivazione

Certificata biologica

Stile

Sottile ed elegante

Tipo di terreno

Terreni sassosi argilloso-calcarei

Degustazione

Suggerimenti gastronomici

Timbale di capesante e scampi, salsa al mare con aglio confit e olio di scampi al cumino

Consigli per l'utilizzo

11 °C

Apogeo

2026-2035

Oro de Peyre Rose è un’anomalia luminosa nell’opera di Marlène Soria, quella donna che ha lasciato tutto per piantare vigneti nella gariga dell’Hérault e che è diventata, senza mai cercarlo, uno dei più leggendarici vignaioli della Linguadoca. Nel 1980, Marlène Soria, che all’epoca lavorava in un’agenzia immobiliare, decise di lasciare tutto per trasferirsi in una tenuta nel cuore della gariga di Saint-Pargoire, dove intraprese l’attività di vignaiolo gestendo la propria azienda interamente con metodi biologici. Oro è l’unica cuvée bianca della tenuta, un assemblaggio di Rolle, Roussanne e Viognier, proveniente da vigneti coltivati su terreni argilloso-calcarei e sassosi.

Philippe Mischler, sommelier presso Mundovin: «Oro del Domaine Peyre Rose è una di quelle bottiglie che ridefiniscono il concetto stesso di vino bianco della Linguadoca». Affinato per quasi dieci anni in vasca e poi in bottiglia, questo bianco è leggermente ossidativo, una scelta consapevole, una firma che sedurrà profondamente chi cerca in un vino qualcosa di inaspettato, profondo e singolare.

Al naso rivela una bella intensità aromatica con sentori di fiori, frutta candita e miele. Con l’aerazione, sottili note di frutta secca come la nocciola conferiscono una bella profondità.

Al palato è rotondo e vellutato, con splendidi aromi di frutta gialla, sostenuto da una notevole persistenza aromatica. È un bianco da invecchiamento, pensato per durare nel tempo, che premia chi sa aspettare e che concilia l’audacia della Linguadoca con la nobiltà dei grandi bianchi da invecchiamento.

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