Il Kamaka Viognier Terroir di Seyssuel di Graeme e Julie Bott è la seconda cuvée della tenuta su questo terroir eccezionale. Di fronte ai pendii vertiginosi della Côte Rôtie, il terroir poco conosciuto di Seyssuel estende i suoi vigneti, in parte secolari, risalenti all’epoca romana, la cui ricca storia e fama sono state in parte offuscate dall’epidemia di fillossera all’inizio del XX secolo. Su questi terreni di gneiss e micascisti, il Domaine Bott ha acquisito nel 2016 diversi appezzamenti di Syrah e Viognier e da allora si impegna affinché il terroir di Seyssuel ottenga il riconoscimento di una AOP a pieno titolo nell’ambito delle denominazioni del Rodano settentrionale. Su questo appezzamento messo a dura prova dagli eventi climatici, le viti di Viognier piantate nel 2017 traggono dal terreno particolarmente duro sostanze minerali la cui mineralità si ritrova nelle bacche, raccolte a mano e vinificate con cura. L’affinamento avviene per nove mesi in barrique di rovere francese, conferendo al vino complessità e struttura.
Philippe Mischler, sommelier presso Mundovin: La magnifica cuvée Kamaka Viognier Terroir de Seyssuel, gemella bianca del Kamaka Syrah, il cui nome in maori «Succo di sassi» in riferimento alle origini neozelandesi di Graeme, avrebbe dovuto vedere la luce già nel 2019, ma le condizioni climatiche avverse hanno posticipato la prima vendemmia del Viognier fino al 2022. La pazienza di Graeme e Julie Bott – e la nostra – è stata ampiamente ricompensata dal profilo unico di questa cuvée. Il Domaine Bott ha saputo preservare l’identità di questo terroir, offrendo un Viognier lineare, minerale e molto puro.
Al naso si apre con squisita finezza, lontano dall’esuberanza tipica del vitigno. Qui l’espressione è pura, ariosa e sottilmente floreale, evocando un bouquet di fiori bianchi in cui si intrecciano violetta, fiori d’arancio e qualche nota di lavanda. Man mano che il vino si apre, emergono note di pesca bianca succosa e albicocca fresca, attraversate da accenti di mineralità cristallina.
Al palato, la struttura è generosa, sostenuta da una bella tensione minerale, sorprendente per un Viognier, che bilancia la degustazione. Una sensazione di rotondità avvolgente si dispiega progressivamente sul palato, cullata dai sapori fruttati e floreali del naso. Il finale si distingue per il suo carattere minerale e lineare, la cui persistenza è segno distintivo di un grande vino del Rodano, elegante e decisamente gastronomico.