Da Parigi a Fleurie
Marc Delienne ha deciso di voltare le spalle alla sua vita parigina per dedicarsi completamente alla sua passione: il vino. A 50 anni, dopo una carriera nel settore informatico, è partito per formarsi sul campo al fianco di Alain Graillot a Crozes Hermitage, poi con Eloi Dürrbach al Domaine de Trévallon, in Provenza, dove ha appreso i segreti del mestiere, il rispetto per il territorio e il rigore di una viticoltura meticolosa.
Forte di queste esperienze, decide di stabilirsi nel Beaujolais, convinto del potenziale di questa regione sottovalutata. Nel gennaio 2015 acquista una tenuta emblematica nel cuore di Fleurie: lo Château de l’Abbaye Saint-Laurent d’Arpayé. Qui intraprende importanti lavori, in particolare per allestire la propria cantina di vinificazione, e lancia la sua prima annata lo stesso anno. Da allora, l’ex informatico diventato vignaiolo traduce con passione l’essenza del Beaujolais e l’eleganza di Fleurie in vini di rara precisione.
Preservare i terreni, esaltare i terroir...
Per Marc Delienne, il rispetto del ritmo naturale dei vigneti e la ricerca di una purezza senza compromessi sono le condizioni essenziali per rivelare tutta la profondità dei suoi terroir di Fleurie. Fin dal suo insediamento, ha definito una linea guida chiara: lavorare i propri vigneti come un giardino vivente, senza artifici né compromessi. Già dal 2015 avvia quindi la conversione all’agricoltura biologica e, successivamente, alla produzione biodinamica su tutti i quindici ettari della tenuta, coltivati a vecchi vitigni di Gamay, il vitigno principe della denominazione, e ad alcuni appezzamenti di Chardonnay.
I terreni vengono lavorati meccanicamente e preservati da qualsiasi diserbante chimico, per consentire alla microfauna e alla flora di esprimersi liberamente. La resa è volutamente limitata per privilegiare la concentrazione e l’equilibrio delle uve rispetto alla quantità prodotta. Ogni appezzamento viene vendemmiato manualmente, al momento della maturità ottimale, con una cernita minuziosa che permette di selezionare solo gli acini più sani.
Sui terreni di granito decomposto tipici del Beaujolais, che conferiscono ai vini la loro linearità e tensione minerale, il Gamay trova un terreno di espressione ideale. I suoi grappoli rivelano qui un bouquet floreale e speziato, che Marc Delienne sceglie di esaltare attraverso vinificazioni naturali.
... e rivelare la quintessenza del Gamay
In cantina, la filosofia rimane fedele al rispetto per la vita. Le fermentazioni avvengono esclusivamente con i lieviti indigeni presenti sugli acini, senza aggiunta di lieviti selezionati né di additivi superflui. A seconda della natura dell’annata e dell’appezzamento, le cuvée subiscono macerazioni carboniche, semi-carboniche o tradizionali, spesso di lunga durata, che consentono di estrarre con delicatezza la sostanza senza alterare il frutto. L’affinamento è concepito come una valorizzazione e non come una trasformazione: avviene in botti di rovere, vasche di cemento o barrique. Queste scelte tecniche sono adattate al profilo di ogni vino e mirano a preservare la freschezza, la verticalità e la profondità che caratterizzano l’universo di Marc Delienne.
Fleurie secondo Marc Delienne
Il Domaine Marc Delienne propone una maggioranza di cuvée di vini rossi, tra cui il Beaujolais Maurice, sincero e conviviale, ottenuto da uve Gamay su terroir granitici. Morbido, fresco e diretto, incarna il volto più accessibile della tenuta, quello di un vino da condividere, dal frutto brillante e disarmante nella sua franchezza.
In una vena più intima, il Fleurie À mes Papas si presenta come un vibrante omaggio di Marc Delienne ai suoi due padri spirituali e guide nel suo percorso iniziatico di vignaiolo. In questa cuvée, la macerazione carbonica libera un’energia giovanile, una tenera eleganza e un’intensità floreale sorprendente. Accanto ad esso, il Fleurie Greta Carbo esplora con la stessa tecnica un registro più fantasioso: un Fleurie dalle vivaci note di frutti rossi e spezie dolci, che seduce per la sua golosità, la sua vitalità ariosa e la sua sapidità scintillante.
Le vinificazioni tradizionali, dal canto loro, permettono di rivelare altre sfaccettature del cru. Il Fleurie Avalanche de Printemps esprime la leggerezza di un frutto puro e croccante sostenuto da una trama delicata. Il Fleurie Abbaye Road, proveniente dal vigneto storico che circonda l’antica abbazia, offre uno stile più meditativo: ampio e strutturato, questo vino dispiega una profondità che invita all’invecchiamento ed esalta la nobiltà del terroir granitico. Infine, il Fleurie La Vigne des Fous si erge al vertice dell’espressione della tenuta. Verticale, raffinato e ben definito, questa cuvée incarna la visione di Marc Delienne: quella di un Fleurie in grado di competere con i più grandi vini di lungo invecchiamento, pur rimanendo fedele alla grazia floreale e alla verticalità che caratterizzano il cru.
Ogni annata della Tenuta Marc Delienne conferma il posto unico che il vignaiolo si è ritagliato a Fleurie e che risplende in tutto il Beaujolais. Con vini al tempo stesso vivaci e precisi, riesce a coniugare il rigore del suo lavoro a livello di parcella con lo slancio creativo che guida ciascuna delle sue annate. Questa alchimia attira oggi l’attenzione sia dei più grandi critici che degli appassionati, che riconoscono nel suo approccio l’emergere di una nuova ventata di freschezza per il Beaujolais. Più che una tenuta, Marc Delienne incarna un vero e proprio progetto di vita, in cui l’esigenza e la sincerità si uniscono per restituire al Gamay lo splendore e la profondità che merita.