- Biodinamica
- Biodinamica : proveniente da agricoltura biologica
Marsannay L'Ancestrale 2022 Sylvain Pataille | Borgogna
Il Marsannay L’Ancestrale della tenuta Sylvain Pataille è la cuvée di punta della tenuta,...
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Scheda tecnica
Capacità
75 cl
Annata
2023
Vitigno/i
Pinot Beurot
Denominazione
Borgogna
Vinificazione
Vendemmia manuale, fermentazione con lieviti indigeni
Allevamento
Da 12 a 18 mesi in botti usate
Filosofia e stile
Tipo di vino
Bianco secco
Tipo di coltivazione
Biodinamica non certificata
Stile
Puro e generoso
Tipo di terreno
Argilloso-calcareo
Degustazione
Suggerimenti gastronomici
Capesante saltate in padella, scaglie di tartufo aestivum e crema di sedano rapa
Consigli per l'utilizzo
11 °C
Apogeo
2026-2031
Il Pinot Beurot bianco di Sylvain Pataille incarna una delle espressioni più singolari del patrimonio viticolo della Borgogna. Proveniente da un minuscolo appezzamento situato a Couchey, alle porte di Marsannay, questo vino raro rende omaggio a un vitigno dimenticato: il Pinot Beurot, nome borgognone del Pinot Grigio. Piantate nel 1929, queste vecchie viti affondano le loro radici in un terreno argilloso-calcareo profondo, dal quale traggono una corposità e un’elegante tensione. Fedele alla propria filosofia, la tenuta Sylvain Pataille coltiva questi vitigni secondo i principi della biodinamica, vendemmia a mano e lascia che le fermentazioni avvengano naturalmente con i lieviti indigeni presenti sugli acini. Un lungo affinamento da 12 a 18 mesi in botti vecchie perfeziona l’espressione aromatica di questo vitigno d’altri tempi, che regala un bianco allo stesso tempo puro, corposo e profondamente borgognone.
Philippe Mischler, sommelier presso Mundovin: Il Pinot Beurot bianco di Borgogna di Sylvain Pataille si colloca a metà strada tra lo stile della tenuta e la memoria dei vitigni storici della Borgogna. Colpisce per la sua profondità e complessità, che la tenuta Sylvain Pataille riesce a esaltare con grande precisione. Una cuvée esclusiva che delizierà non pochi amanti della Borgogna!
Al naso, la gamma aromatica si dispiega con eleganza, dapprima su note di pera matura, mela cotogna e fiori bianchi, poi su piacevoli sentori di scorza di agrumi e spezie dolci. Una sottile mineralità affina l’insieme e conferisce al vino una dimensione ariosa. L’impressione generale è quella di un bouquet raffinato e sfumato, in continua evoluzione.
Al palato, il Pinot Beurot si rivela ampio e cremoso, bilanciato da un’acidità fine e di lunga persistenza. Il frutto si esprime con la giusta maturità su aromi di pesca bianca, scorza di limone candito, fiori d’acacia e burro fresco. L’equilibrio tra densità della materia e tensione minerale caratterizza un vino di rara precisione, in cui ogni dettaglio sembra ponderato e padroneggiato senza tuttavia cadere in un eccesso di tecnicità. Il finale si protrae con una bella mineralità, su note leggermente speziate tipiche del vitigno.
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