Descrizione Côte Chalonnaise Les Clous Aimé 2023 | Domaine de Villaine
La Côte Chalonnaise Les Clous Aimé 2023 del Domaine de Villaine è una delle cuvée più affascinanti della Borgogna meridionale. Precedentemente denominata «Les Clous», è stata ribattezzata «Les Clous Aimé» in omaggio ad Aimé de Villaine, figura di riferimento della tenuta. È Pierre de Benoist a curarne la vinificazione, con il rigore sereno di chi conosce a memoria ciascuno dei sette appezzamenti di vecchi vigneti di Chardonnay che compongono questo cru.
Terroir e vitigno
I sette appezzamenti che compongono questa cuvée si annidano nella vallata di Bouzeron, nella Côte Chalonnaise. I vigneti sono esposti a sud, al riparo dal vento del nord. Questo doppio vantaggio favorisce una maturazione regolare, senza eccessi. Il terreno prevalentemente argilloso-calcareo conferisce la tensione e la mineralità gessosa che caratterizzano questo vino.
Viticoltura e vinificazione
Le tenute sono certificate per l’agricoltura biologica dal 1997. Le uve vengono raccolte manualmente, poi pigiate a grappoli interi mediante pressatura pneumatica lenta. Le fermentazioni avvengono con lieviti indigeni, in botti, tini e grandi botti di rovere. L’affinamento in botti e grandi botti di rovere completa lentamente il profilo del vino. Ogni fase rispetta la materia prima senza cercare di correggerla.
Côte Chalonnaise Les Clous Aimé 2023 | Domaine de Villaine: il parere del sommelier
Philippe Mischler, sommelier presso Mundovin
Il Domaine de Villaine è uno dei gioielli nascosti della Borgogna meridionale, una di quelle aziende che conferiscono prestigio a denominazioni che sarebbe sbagliato definire «piccole». Pierre de Benoist vi produce vini di notevole coerenza, annata dopo annata. Il Côte Chalonnaise Les Clous Aimé 2023 ne è la dimostrazione più convincente: mineralità, complessità del frutto e tensione si armonizzano con una fluidità rara. Questo Chardonnay di Bouzeron non ha nulla da invidiare ai bianchi della Côte de Beaune, a condizione di concedergli il tempo che merita. Il suo apogeo è previsto tra il 2030 e il 2037: da cinque a sette anni in cantina, come minimo, prima di stappare la bottiglia. A tavola, un pollo di Bresse arrosto con salsa alle spugnole, e il vino si esprime appieno.
Il profumo
Al naso si aprono note di agrumi freschi, pesca bianca ed erbe aromatiche fresche. Un tocco di pinoli conferisce una discreta particolarità vegetale. Dopo alcuni minuti di aerazione, la pera e una delicata nota floreale completano il quadro. Sullo sfondo, la mineralità gessosa del calcare di Bouzeron si fa sentire con bella nitidezza.
Il palato
Al palato, l’attacco è ampio e generoso, senza pesantezza. La consistenza è fluida, quasi scivolosa, con una struttura ben presente. Le note di pera e pesca bianca persistono e conferiscono una schietta golosità. La salinità e i sentori floreali affinano l’insieme, conferendogli precisione e persistenza. Il finale, teso e che stimola la salivazione, invita a un secondo sorso.
La Côte Chalonnaise: una denominazione da riscoprire
La Côte Chalonnaise si estende a sud della Côte de Beaune, tra Chagny e Montagny. Comprende denominazioni come Mercurey, Givry, Rully o Bouzeron, su terreni prevalentemente calcarei e argilloso-calcarei. Qui lo Chardonnay esprime una freschezza e una mineralità che spesso, a torto, si associano esclusivamente alle grandi denominazioni del nord. La regione rimane ancora un po’ in ombra rispetto alle sue prestigiose vicine, il che la rende uno dei migliori compromessi tra complessità e accessibilità di tutta la Borgogna.
Nato da un assemblaggio di sette appezzamenti di vecchi vigneti, Les Clous Aimé racchiude tutta la purezza dei terroir argilloso-calcarei della Côte Chalonnaise. Pierre de Benoist ne ha fatto una cuvée di riferimento, rappresentativa della denominazione nella sua espressione più ambiziosa.