Il Brama Carcaghjolu Neru del Clos Venturi è una scommessa su un vitigno quasi dimenticato e uno dei motivi più convincenti per non dimenticarlo mai. Il Carcaghjolu Neru, una rara varietà autoctona, proviene da vigneti piantati nel 1989 su terreni sabbiosi e arenari del Miocene. La vinificazione avviene con una percentuale di grappoli interi, in botti di rovere, con un affinamento che può arrivare fino a 18 mesi. Il vigneto del Clos Venturi, 25 ettari arroccati su una collina di arenaria tra due catene montuose, è il più alto dell’isola e il più lontano dal Mar Tirreno, una posizione unica che crea un microclima e un terroir senza pari in Corsica. Manu Venturi e suo padre Jean-Marc praticano l’agricoltura biodinamica dal 2006 e sono certificati Demeter dal 2020.
Philippe Mischler, sommelier presso Mundovin: Il Brama Carcaghjolu Neru del Clos Venturi rappresenta la Corsica montana nella sua essenza più singolare. Al Clos Venturi, la biodinamica non è una parola chiave di marketing: la natura detta legge e i vignaioli la ascoltano. Qui i vitigni autoctoni ritrovano la loro piena espressione. Con solo una manciata di produttori che coltivano questo vitigno, il Clos Venturi contribuisce a preservare il patrimonio viticolo dell’isola.
Al naso si dispiegano aromi di ciliegia nera, erbe aromatiche e pepe nero, con una complessità minerale. È un profumo preciso e diretto, che evoca la macchia mediterranea e l’arenaria calda.
Al palato si presenta con un corpo da medio a sostenuto, con tannini equilibrati, un’acidità moderata e un finale sapido e minerale.