Campo di Magna 2022 | Domaine de Vaccelli
Il Campo di Magna 2022 del Domaine de Vaccelli occupa il vertice della gerarchia dei vini bianchi da singolo appezzamento di Gérard Courrèges. Questo bianco da gastronomia, prodotto a suddi Ajaccio, in Corsica, nasce da vecchi vigneti di Vermentinu piantati nel 1964, le cui radici affondano in profondità nei terreni granitici modellati da secoli di erosione. È un vino che richiede pazienza, e questo si percepisce fin dal primo sorso.
Terroir e vitigno
I vigneti si estendono su profondi terreni granitici sabbiosi, un terreno drenante e povero che costringe la vite a scavare in profondità per trovare l’acqua. Questa sfida si rivela un vantaggio: concentra gli aromi e scolpisce una mineralità fuori dal comune. I pendii rocciosi, generosamente esposti al sole mediterraneo, garantiscono la maturazione senza intaccare la freschezza del Vermentino, vitigno bianco emblematico dell’isola, che qui esprime tutta la singolarità del granito corso. In nessun altro luogo si rivela con tale profondità.
Viticoltura e vinificazione
Il vigneto è coltivato secondo i principi dell’agricoltura biologica certificata da Ecocert dal 2019. La vendemmia è manuale. La fermentazione avviene con lieviti indigeni, senza correzioni. L’affinamento dura poi dodici mesi sui lieviti fini in grandi botti e demi-muids, seguiti da altri sette mesi in vasche di acciaio inossidabile. Questo lungo soggiorno sui lieviti arricchisce la consistenza, rende la materia più densa e preserva l’energia. Il vino non viene chiarificato; a seconda dell’annata è possibile una leggera filtrazione. Un lavoro da maestro.
Campo di Magna 2022 | Domaine de Vaccelli: il parere del sommelier
Philippe Mischler, sommelier presso Mundovin
Tra i grandi bianchi corsi, il Campo di Magna si impone con una sobria evidenza. Non cerca di sedurre in fretta. Il vigneto del 1964 gli conferisce una corposità che i vigneti più giovani non riescono ancora a raggiungere. È proprio questa profondità, sostenuta dalla mineralità dei terreni granitici, a renderlo uno dei bianchi più singolari della denominazione Ajaccio. Il suo apice è previsto tra il 2027 e il 2034: vale davvero la pena aspettare. Se si cede all’impazienza, una decantazione di mezz’ora a 10 °C gli consentirà di aprirsi con dignità.
Il naso
Al naso si rivelano innanzitutto una pera e una pesca bianca succose, mature ma senza eccessi. Seguono poi sentori di mandorla fresca e nocciola tostata, discreti ma persistenti. Con l’aerazione si insinuano sentori di agrumi canditi, tra cedro e pompelmo. Una sfumatura di fiori d’arancio apporta una leggera dolcezza floreale. Il fondo è minerale, con note di pietra focaia, netto e preciso.
Al palato
Al palato, l’attacco è setoso, la struttura densa e ben costruita. Un’acidità vivace, perfettamente integrata, dinamizza l’insieme senza mai indurirsi. I frutti del frutteto si mescolano a note di mango e agrumi canditi, più esotiche. La nocciola tostata assume sfumature leggermente empireumatiche e canforate a metà bocca. Il finale si protrae su una trama minerale di granito, lunga, speziata, che stimola la salivazione.
La denominazione Ajaccio: un terroir bianco d’eccezione
La denominazione Ajaccio, situata nell’omonimo golfo a sud-ovest della Corsica, è una delle più riservate di Francia. Si fonda quasi esclusivamente su terreni granitici, una geologia che caratterizza profondamente il profilo dei vini bianchi. Il Vermentino è qui il vitigno bianco di riferimento. Qui esprime una tensione minerale e una freschezza aromatica che i terroir calcarei non gli consentono. Le rese, naturalmente limitate dalla povertà dei terreni, contribuiscono alla concentrazione dei vini.
Il Campo di Magna 2022 è pienamente rappresentativo di ciò che la denominazione è in grado di produrre al suo massimo livello. Il vigneto del 1964, le profonde arene granitiche e l'affinamento lungo in botte ne fanno un vino che va oltre la semplice tipicità regionale. Incarna una visione del bianco corso da gastronomia: profondo, teso, animato dal suo terroir.