Il Moulin à Vent Vieilles Vignes del Domaine Thibault Liger-Belair occupa un posto speciale nel mondo del vignaiolo, a cavallo tra le sue radici borgognone e la sua passione per i grandi terroir del Beaujolais. Sebbene il suo nome sia intimamente legato alla Côte de Nuits, Thibault Liger-Belair si è orientato già dal 2008 verso i cru del sud, convinto che alcuni terroir del Beaujolais – in particolare quelli di Moulin à Vent, situati a soli un centinaio di chilometri a sud di Nuits-Saint-Georges – avessero il potenziale per rivaleggiare con i grandi vini di Borgogna. La sua filosofia è chiara: trattare il Gamay con lo stesso rigore del Pinot Nero, secondo un metodo preciso, direttamente ispirato alla tradizione borgognona. Lavoro in biodinamica, vendemmia manuale seguita da una vinificazione per parcella: il segno distintivo di un progetto ambizioso, pensato per offrire un Gamay strutturato, profondo e vivace, degno dei più grandi vini di terroir del Beaujolais.
Nel cuore della denominazione, la tenuta ha così selezionato otto lieux-dits situati sui pendii delle colline, riconosciuti per la loro unicità e per i loro terroir particolarmente favorevoli all’espressione del Gamay: Les Vieilles Vignes, Les Rouchaux, Les Perrelles, Champ de Cour, Les Vignes Centenaires, Rochegrès, Les Vérillats e La Roche, riuniti sotto l’egida del Domaine des Pierres Roses. La cuvée Moulin à Vent Vieilles Vignes nasce dall’assemblaggio di questi 8 appezzamenti emblematici, i cui vigneti sono stati piantati tra il 1910 e il 1955, su terreni poveri composti essenzialmente da granito rosa e quarzo in decomposizione.
Philippe Mischler, sommelier presso Mundovin: Il terroir di Moulin à Vent è uno dei più prestigiosi di tutto il Beaujolais. È anche quello che produce i vini più concentrati e succosi della regione. Alcuni vini possono conservarsi per 30 anni senza perdere nulla della loro freschezza, il che è tanto eccezionale quanto raro. Il Moulin à Vent Les Vieilles Vignes di Thibault Liger-Belair è uno dei grandi nomi di questa denominazione. La sua forza risiede nella concentrazione degli aromi e nella freschezza della sua struttura. L’affinamento avviene in botti di rovere per rispettare al meglio il vitigno Gamay e il suo terroir d’origine. Solo il 60% della vendemmia viene diraspato, in modo da conservare il 40% di grappoli interi, che apportano tannini e concentrazione di materia. Questo vino incarna la sintesi tra potenza ed eleganza, mineralità e profondità, e porta con sé la promessa di un Beaujolais vivace e di razza, pensato sia per l’invecchiamento che per il piacere immediato.
Al naso, il vino sviluppa aromi di confettura che evocano datteri, prugne secche e mirtilli in composta. Alcuni sentori speziati conferiscono una bella profondità. Il tutto lascia una sublime impressione di fresca golosità.
Al palato, il vino unisce note concentrate di frutti neri ben maturi a un piacevole tocco erbaceo e leggermente pepato. La struttura è morbida, ampia senza appesantire, e i tannini si sciolgono sul palato. La freschezza minerale del granito conferisce originalità ed equilibrio al finale.