Il vino della Savoia “Ayze La Bergerie” del Domaine du Gringet illustra alla perfezione l’unicità del vitigno Gringet, raro e coltivato esclusivamente nell’area di questa denominazione, nel cuore della Savoia. Questo vino di terroir proviene dai luoghi detti Le Pré Milleret e Chez Reydet, due pendii esposti a pieno sud che poggiano su terreni complessi costituiti da marne gialle, marne bianche e detriti calcarei. Erede dell’approccio visionario di Dominique Belluard, questa cuvée mantiene uno stretto legame con la storia del villaggio di Ayze, dove il Gringet ha saputo resistere all’uniformazione viticola della regione. La coltivazione avviene oggi secondo un’agricoltura rispettosa, a metà strada tra il biologico e la biodinamica, con un lavoro accurato sui terreni e sulle vigne. In cantina, la vinificazione rimane delicata e poco interventista: pressatura lenta e delicata, fermentazione spontanea su lieviti indigeni, seguita da un affinamento di nove mesi sui lieviti fini in vasche ovoidali di cemento e acciaio inossidabile, prima di un riposo in bottiglia di circa 10 mesi per affinare la purezza e l’energia del vino.
Philippe Mischler, sommelier presso Mundovin: Il Vin de Savoie Ayze La Bergerie incarna la dimensione più cristallina del Gringet, con uno stile teso e vibrante che coglie lo spirito dei vini alpini. Questo vino si distingue per la sua linearità e la sua intensità minerale, offrendo una lettura limpida del terroir calcareo nelle mani esperte della tenuta. Si tratta di una cuvée di grande precisione, il cui potenziale di invecchiamento permette di prevedere diversi anni di evoluzione. Per gli amanti dei bianchi di montagna, è un punto di riferimento imprescindibile della regione e un forte segno distintivo della tenuta Domaine du Gringet.
Al naso, si presenta con un bouquet di grande finezza che si apre su prime note di fiori bianchi, cedro fresco ed erbe aromatiche che ricordano il cerfoglio o la verbena. La trama minerale si impone poi con eleganza, con una nota calcarea molto autentica che ricorda la pietra focaia e il guscio d’ostrica, in un’intensità ariosa e pura.
Al palato, l’equilibrio è notevole. L’attacco è diretto, caratterizzato da una freschezza alpina immediata e tonificante. La consistenza leggermente gessosa conferisce profondità alla materia fine, che sprigiona sapori di pesca bianca, mela verde e scorze di agrumi. La tensione minerale si protrae fino al finale lungo e persistente, dove note amare, saline e nobili sottolineano l’energia vibrante del terroir.