Terrasses du Larzac Autour de Jonquières 2023 | Mas Jullien
Autour de Jonquières, la cuvée emblematica del Mas Jullien, fa parte di quei vini che incarnano l’anima di un luogo. Olivier Jullien ha fondato la sua tenuta nel 1985 a Jonquières, a nord di Montpellier, insieme al suo braccio destro Jean-Philippe Granier. Da allora è diventato una delle figure di riferimento della Linguadoca, ispirando un’intera generazione di vignaioli. Questo vino rende omaggio al paese natale del vignaiolo, dove affondano le sue radici e riposano i suoi antenati. È il grande rosso della tenuta, quello che merita di essere atteso con pazienza.
Terroir e vitigni
La cuvée nasce da un assemblaggio di una decina di lieu-dits situati nei dintorni di Jonquières. I vigneti poggiano su detriti calcarei e ghiaia argilloso-calcarea, arroccati tra i 150 e i 250 metri di altitudine, sulle alte terrazzedell’Hérault e sulle prime propaggini del Larzac. Questo terreno drenante, povero e quasi ostile, costringe le radici dei vecchi vigneti a penetrare in profondità. Ne risulta una mineralità sul fondo del bicchiere, una freschezza che il sole mediterraneo non riesce mai del tutto a cancellare.
L’assemblaggio riunisce il 40% di Mourvèdre, il 40% di Carignan e il 20% di Syrah, che imprimono ciascuno al vino la propria impronta caratteristica. Ogni vitigno svolge il proprio ruolo in un insieme perfettamente armonioso, che dà vita a un grande vino delle Terrasses du Larzac.
Viticoltura e vinificazione
Le tenute coltivano i propri vigneti secondo i principi dell’agricoltura biologica certificata, prestando attenzione a ogni singolo appezzamento in base alle sue specificità. La vendemmia è interamente manuale. Le uve vengono diraspate completamente, quindi vinificate con estrazioni delicate, mediante follature e rimontaggi misurati, con macerazioni che durano dai 15 ai 25 giorni a seconda dei vitigni. La fermentazione avviene grazie ai lieviti indigeni, senza alcun intervento esterno. L’affinamento si svolge in due fasi: 12 mesi in piccole botti, con separazione per vitigno e terroir, seguiti da ulteriori 6-12 mesi in vasche di cemento dopo l’assemblaggio. Nessuna chiarificazione massiccia né filtrazione. Un processo lungo e paziente, proprio come il vino che ne deriva.
Terrasses du Larzac Autour de Jonquières 2023 | Mas Jullien: il parere del sommelier
Philippe Mischler, sommelier presso Mundovin
Questo vino occupa un posto a sé stante nel panorama dei rossi della Linguadoca. Poche annate della regione raggiungono questa densità senza mai perdere la loro freschezza. L’annata 2023 si presta particolarmente bene: condizioni climatiche favorevoli hanno dato vita a un vino arioso, di intensità contenuta, ben lontano dai rossi solari che talvolta si associano erroneamente al Midi. È un rosso da decantare per almeno trenta minuti, da servire a una temperatura di circa 14-15 °C e, idealmente, da lasciare in cantina almeno fino al 2027, con un periodo di invecchiamento che si estende fino al 2039. Bettane & Desseauve gli hanno assegnato 99/100 nella loro guida del 2025. Questo punteggio non sorprende.
Il naso
Al naso si apre con note di frutti neri maturi, ribes nero e mora selvatica, sostenute da un sentore di violetta e di gariga secca. Il pepe e le spezie dolci si insinuano sullo sfondo, discreti ma precisi. Una freschezza minerale attraversa l’insieme, rivelando inequivocabilmente l’origine calcarea del terroir.
Il palato
Al palato, l’attacco è generoso, quasi avvolgente, ma immediatamente attraversato da una bella acidità che ridà equilibrio al tutto. La struttura è densa, vellutata, costruita su tannini setosi che l’affinamento in botti grandi ha pazientemente ammorbidito. Il finale si protrae a lungo, sostenuto dalla gariga e da una mineralità salina che caratterizza il terroir calcareo di Jonquières. Nulla è eccessivo. Tutto è perfetto.
Les Terrasses du Larzac: tutto quello che c’è da sapere su questa denominazione
Le Terrasses du Larzac costituiscono una delle denominazioni più ambiziose della Linguadoca. I vigneti si arrampicano sulle pendici del Causse du Larzac e sulle terrazze fluviali dell’Hérault, tra i 150 e i 400 metri di altitudine. Il clima è mediterraneo, ma temperato dalla vicinanza dell’altopiano: le notti fresche preservano l’acidità, i venti del nord mantengono la tensione. I vitigni autorizzati – Grenache, Syrah, Mourvèdre, Carignan e Cinsault – producono rossi potenti, affinati per almeno un anno, caratterizzati dai sentori della gariga e da una freschezza che difficilmente si riscontra più a sud.
In questo contesto, l’Autour de Jonquières del Mas Jullien rappresenta un punto di riferimento assoluto. Olivier Jullien è stato uno dei primi a credere nel potenziale di questi terroir calcarei d’altitudine, ben prima che la denominazione acquisisse la notorietà attuale. Questo vino ne è la dimostrazione più completa: esprime la tipicità della denominazione pur recando la firma inimitabile di un uomo e di un luogo.