Pinot nero Là Le Trescols 2022 Mas Jullien | Linguadoca
La cuvée Le Trescols 2022 della tenuta Mas Jullien è una creazione che varia a seconda delle...
"Les Derniers États d'Âme "di Olivier Jullien è un bianco secco con denominazione IGP Pays d'Hérault, ottenuto da un blend di Bourboulenc, Carignan Blanc e Chenin, affinato in vasi di gres e demi-muids sulle fecce, caratterizzato da una notevole mineralità salina e da un finale fresco. Una bottiglia che illustra bene perché questa regione della Linguadoca meriti di essere approfondita.
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Fedeltà e vantaggi
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Scheda tecnica
Capacità
75 cl
Annata
2025
Vitigno/i
Chenin, Carignan bianco e Bourboulenc
Denominazione
Dipartimento dell'Hérault
Vinificazione
Vendemmia manuale, fermentazione in demi-muids
Allevamento
Carignan bianco e Chenin su fecce in demi-muids, Bourboulenc in vasi di gres, assemblaggio prima dell’imbottigliamento
Filosofia e stile
Tipo di vino
Bianco secco
Tipo di coltivazione
Biodinamica non certificata
Stile
Puro e generoso
Tipo di terreno
Argille e ghiaia calcarea
Degustazione
Suggerimenti gastronomici
Gamberi in “leche de tigre”, pesto di avocado con pinoli
Consigli per l'utilizzo
11 °C
Apogeo
2028-2033
Al Mas Jullien, ogni cuvée racchiude un'intenzione. Les Derniers États d'Âme è forse la più libera tra tutte. Questo biancoIGP Pays d'Hérault nasce nella Linguadoca, dove Olivier Jullien lavora i terroir aspri delle Terrasses du Larzac sin dagli anni '80. L’etichetta è stata concepita come un laboratorio sperimentale. Ogni annata vi racconta i propri stati d’animo, le variazioni di appezzamento: i propri «stati d’anima».
Tre vitigni rari in questa zona compongono l’assemblaggio: il Bourboulenc in prevalenza, il Carignan Bianco e un tocco di Chenin. Gli appezzamenti sono sparsi su terreni argillosi e ghiaiosi calcarei delle Terrasses du Larzac. Questo terreno drenante e povero costringe le viti a radicarsi in profondità. Esso scolpisce un vino teso, sostenuto da una mineralità di fondo che si ritrova fedelmente nel bicchiere.
Olivier Jullien coltiva i suoi vigneti secondo i principidell’agricoltura biologica, senza certificazione ufficiale, ricorrendo a lavorazioni del terreno leggere e a trattamenti a base di decotti di erbe. La vendemmia è manuale, effettuata al giusto grado di maturazione, seguita da una pressatura lenta. La fermentazione avviene esclusivamente con lieviti indigeni. Per questa annata 2025, il Bourboulenc è stato affinato in giare di gres, mentre il Carignan Blanc e lo Chenin in demi-muids, sulle fecce, senza bâtonnage né filtrazione. L’assemblaggio avviene prima dell’imbottigliamento.
Philippe Mischler, sommelier presso Mundovin
Les Derniers États d’Âme è uno dei bianchi più singolari di Mas Jullien. Si discosta dagli schemi tradizionali dei bianchi della Linguadoca. Conserva una densità tipica del sud pur mantenendo una linea diretta. La sua mineralità ricorda le prime annate di Olivier Jullien degli anni '90, ma con maggiore precisione. È soprattutto la nota salina, rara a questo livello nella denominazione, a conferire a questo bianco uno slancio notevole e una vera bevibilità. Il periodo di massimo splendore si estende dal 2028 al 2033: alcuni anni di invecchiamento in cantina gli consentiranno di affinare la trama e di rivelare tutta la sua complessità. Da servire a circa 11 °C, senza decantare.
Il naso
Al naso si apre su un registro floreale e vegetale di bella nitidezza. Il fiore d’acacia si mescola al finocchio fresco, a un tocco di anice e a note di pinoli. Segue poi un'impressione di gariga umida: timo al limone, santoreggia, una sottile nota pepata. Questa profondità aromatica non maschera mai la struttura minerale che fa da sottofondo.
Il palato
Al palato, l’attacco è ampio, sapido e allo stesso tempo deciso. La struttura si rivela generosa, sostenuta da una rotondità naturale senza eccessi. Il centro bocca è secco e teso, con sapori di scorza di agrumi, finocchio e un tocco succoso che evoca l’anice stellato. La mineralità salina si afferma con nitidezza. Il finale si protrae, fresco, con una persistenza che stimola la salivazione e lascia il palato vibrante.
L’IGP Pays d’Hérault (Indicazione Geografica Protetta) copre gran parte dell’omonimo dipartimento, nel cuore della Linguadoca. Offre ai vignaioli una libertà nella scelta dei vitigni e delle pratiche che le AOP più rigide non sempre consentono. È proprio questo quadro flessibile che permette a vitigni come il Bourboulenc o il Carignan Blanc di trovare il proprio posto in un assemblaggio. I terreni sono vari: argille, ghiaia calcarea, scisti, a seconda delle zone.
Les Derniers États d’Âme incarna quanto di più ambizioso possa produrre l’IGP Pays d’Hérault. Lungi dall’essere un prodotto di secondo piano, questa cuvée rivendica un’identità forte, radicata nelle Terrasses du Larzac. Dimostra che un bianco della Linguadoca può coniugare densità meridionale e tensione minerale, senza compromessi.
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