Le Trescols 2024 | Mas Jullien
Ci sono vini che portano un nome prima ancora di portare un vitigno. Il termine «Trescols», in occitano, significa «il passo che attraversa»: un’immagine azzeccata per questo rosso di Mas Jullien, che trascende i confini tradizionali della regione Languedoc-Roussillon. Olivier Jullien, figura di spicco del rinnovamento viticolo delle Terrasses du Larzac, produce da Jonquières vini al di fuori degli standard e delle mode. Il Trescols è una di quelle annate la cui composizione varia a seconda delle annate, fedele a una logica del terroir piuttosto che a una ricetta fissa.
Terroir e vitigno
L’appezzamento si trova a circa 400 metri di altitudine, su un pendio esposto a ovest. I terreni sono argilloso-calcarei, a tratti silicei e arenari, poveri e ben drenati: esattamente il tipo di substrato che costringe la vite ad attingere in profondità. Gli sbalzi termici tra il giorno e la notte sono notevoli: le notti fresche preservano l’acidità naturale degli acini, mentre le giornate soleggiate fanno maturare lentamente il Pinot Nero, più abituato al clima della Borgogna che al soledell’IGP Aveyron. Lontano dalle sue terre d’origine, a questa altitudine e su questi terreni ben drenanti, il vitigno acquista un’ampiezza e una densità che raramente gli vengono attribuite.
Viticoltura e vinificazione
Olivier Jullien lavora secondo i principi biologici e biodinamici, senza aver mai richiesto una certificazione ufficiale per sfuggire, anche in questo caso, ai dogmi. Lavorazione del terreno, inerbimento naturale, compost: nessun intervento chimico. La vendemmia è manuale, le fermentazioni sono condotte con lieviti indigeni. Come per le annate precedenti, la filosofia rimane costante: l’affinamento avviene in botti di Borgogna che hanno contenuto diversi vini, per una durata che può arrivare fino a sedici mesi per l’annata 2022.
Le Trescols 2024 | Mas Jullien: il parere del sommelier
Philippe Mischler, sommelier presso Mundovin
Ciò che colpisce fin da subito è la scelta del vitigno. Pinot Nero nella zona IGP dell’Aveyron, vinificato da Olivier Jullien: ecco una proposta che merita di essere approfondita. La Linguadoca produce raramente rossi con una grana così fine. Qui, l’altitudine e i terreni poveri fanno quel lavoro che il clima mediterraneo da solo non potrebbe compiere. Il Trescols 2024 è un vino di precisione, non di potenza: è proprio questo che lo rende straordinario nella sua regione. Va servito leggermente fresco, a circa 16 °C, dopo una breve aerazione in bicchiere. Il periodo ottimale di degustazione va dal 2027 al 2033, ma l’annata 2024 merita già di essere assaggiata ora, con curiosità.
Il profumo
Al naso si aprono sentori di frutti rossi freschi, amarena e lampone leggermente speziato. Una nota floreale discreta, di peonia o rosa essiccata, attraversa l’insieme. Sullo sfondo, un tocco minerale freddo ricorda l’altitudine e il terreno arenario. Il profilo è netto, teso, senza eccessi di corpo.
Il palato
Al palato, l’attacco è morbido, quasi delicato. La corposità si distende su una trama acida fine e persistente. I tannini sono setosi, appena percettibili, tipici di un Pinot affinato con cura. L’equilibrio tende più verso la freschezza che verso la concentrazione. Il finale è lungo, che stimola la salivazione, con un retrogusto fruttato e minerale che invita a tornare al bicchiere.
L’IGP Aveyron: una denominazione a tutti gli effetti
L’IGP Aveyron è una denominazione geografica protetta che comprende vigneti situati in un ambiente atipico per il sud della Francia. Le altitudini elevate, i terreni variegati e le marcate escursioni termiche ne fanno un terroir fresco, in controtendenza rispetto ai profili soleggiati della Linguadoca.