Magnum Mas Jullien bianco 2024 | Mas Jullien
Il Mas Jullien bianco 2024 è operadi Olivier Jullien, vignaiolo con sede a Jonquières, ai piedi delle Terrasses du Larzac, nella regione della Linguadoca. La sua tenuta, il Mas Jullien, è da tempo un punto di riferimento indiscusso della regione, eppure Olivier Jullien non ha mai cercato la notorietà né ha mai seguito le mode. Appassionato e visionario, ha osservato con pazienza i suoi terroir per adattare il proprio lavoro in modo da rivelarne l’essenza stessa, annata dopo annata. Questo vino bianco è il frutto di questo lavoro di fondo: ogni appezzamento viene vinificato separatamente, con un assemblaggio che viene adattato ogni anno. Anche il formato magnum ha la sua importanza: in questo caso, rallenta l’evoluzione del vino e gli offre un periodo di invecchiamento più generoso.
Terroir e vitigni
I vigneti del Mas Jullien si estendono su un mosaico di terreni: argille e ghiaia calcarea, marne, arenaria, silice e terreni alluvionali. Questa diversità geologica impone al vignaiolo un approccio minuzioso a livello di singola parcella. È proprio questa lettura del territorio che ha portato Olivier Jullien a riporre il Carignan Bianco al centro dell’assemblaggio, con una percentuale del 55%. Vitigno a lungo trascurato, qui si esprime con una profondità e una linearità che i terreni alluvionali della tenuta sembrano dettargli naturalmente. Lo Chenin (30%) apporta vivacità e slancio. Il Grenache Bianco (10%) completa il tutto con ampiezza. Il restante 5%, proveniente da vari vitigni locali, è il segreto della casa!
Viticoltura e vinificazione
La coltivazione è condotta secondo i principi dell’agricoltura biologica, con pratiche vicine alla biodinamica nel rispetto della vita e del suolo. La vendemmia è manuale, condizione indispensabile per preservare l’integrità delle uve su terroir così frammentati. La fermentazione avviene con lieviti indigeni, senza alcun additivo correttivo. Nessuna chiarificazione, nessuna filtrazione. L’affinamento dura 12 mesi sui lieviti fini in demi-muids, contenitori ideali per arricchire la consistenza senza appiattire il frutto. Nulla è standardizzato: il protocollo si adatta sempre all’annata.
Magnum Mas Jullien bianco 2024 | Mas Jullien: il parere del sommelier
Philippe Mischler, sommelier presso Mundovin
Questo bianco supera di gran lunga ciò che ci si aspetta da un IGP Pays d’Hérault. Possiede una rara compostezza, una densità tranquilla, un equilibrio che non risulta mai forzato. Non è un vino dall’effetto immediato. È un vino di precisione e di carattere. Da giovane si degusta con grande piacere. Ma è con l’invecchiamento che stupisce: acquista ampiezza e profondità, senza mai perdere la sua tensione minerale. Per me è semplicemente il miglior bianco della Linguadoca dal punto di vista del piacere. Il picco di maturazione è stimato tra il 2029 e il 2035: il formato magnum rallenta ulteriormente l’evoluzione, rendendolo un acquisto in cui la pazienza viene ricompensata. Da servire a circa 10 °C, dopo una leggera decantazione.
Il profumo
Al naso si apre con note molto ariose di fiori bianchi, di grande delicatezza. Segue un lato erbaceo e fresco, che evoca il basilico e il cerfoglio. Con l’aerazione, si svela progressivamente un tocco di mandorla dolce e di agrumi freschi. Questo secondo naso conferisce al vino un carattere meridionale discreto, mai invadente. Un’eleganza di tutto rispetto.
Il palato
Al palato, la maturità dell’uva si percepisce fin dall’attacco, generoso e succoso. Una vivacità acidula attraversa questa struttura e rende l’insieme particolarmente digeribile. Si scoprono note di miele, litchi, nocciola e pasta di mandorle, che si susseguono senza soluzione di continuità. Una bella tensione minerale struttura la consistenza ampia fino al finale. Quest’ultimo si protrae dolcemente, con una punta di mineralità salina che prolunga il vino ben oltre l’ultimo sorso.