- Bio
- Bio : proveniente da agricoltura biologica
Magnum Cornas Les Vieilles Vignes 2022 Alain Voge | Rodano
Il Cornas Les Vieilles Vignes della tenuta Alain Voge è la cuvée più antica, creata nel 1970...
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Scheda tecnica
Capacità
75 cl
Annata
2023
Vitigno/i
Syrah
Denominazione
Cornas
Vinificazione
Vendemmia manuale, fermentazione a grappoli interi con lieviti indigeni
Allevamento
Da 12 a 18 mesi in botti antiche e demi-muids
Filosofia e stile
Tipo di vino
Rosso
Tipo di coltivazione
Certificata biologica
Stile
Puro e generoso
Tipo di terreno
Granito frantumato
Degustazione
Suggerimenti gastronomici
Costoletta di agnello al sangue in panatura di olive nere, cromesquis di spalla confit e salsa al limone bruciato
Consigli per l'utilizzo
17 °C
Apogeo
2027-2035
Il Cornas Juliette di Franck Balthazar è una cuvée particolarmente rara, ottenuta da vecchi vigneti che affondano le radici sui pendii granitici di Cornas, nel cuore del Rodano settentrionale. I ceppi, piantati su un appezzamento scosceso un tempo di proprietà della nonna della moglie del vignaiolo, danno vita a un Syrah concentrato e profondamente influenzato dalla roccia granitica decomposa. In questo terroir di famiglia particolarmente scosceso, il Domaine Franck Balthazar porta avanti il proprio lavoro esclusivamente manuale: agricoltura biologica, lavorazione del terreno con zappa e argano e vendemmia a mano. I grappoli interi fermentano naturalmente con i propri lieviti indigeni in vasche di cemento, prima di un affinamento da 12 a 18 mesi in vecchie botti e demi-muids. Nessuna chiarificazione né filtrazione, e lo zolfo viene utilizzato con estrema parsimonia per preservare l’autenticità del vino.
Philippe Mischler, sommelier presso Mundovin: Il Cornas Juliette di Franck Balthazar racchiude in sé tutto ciò che fa la reputazione di questo grande vignaiolo, pur sempre discreto: intensità, purezza e assenza di compromessi. Il vino esprime un equilibrio straordinario tra potenza e freschezza, fedele alla linea granitica che caratterizza le sue cuvée di Cornas. In questa cuvée Juliette si percepisce una dimensione più verticale, una grana più fine rispetto allo Chaillot, con un’energia quasi austera nella sua giovinezza, che però dieci anni di riposo in cantina sapranno sublimare.
Il profumo di questa cuvée Juliette si esprime con intensità su note di mora selvatica, ribes nero e mirtillo, che tocchi di violetta e pepe nero arricchiscono di ulteriore brillantezza. L’aerazione fa emergere una moltitudine di aromi di oliva nera, lardo affumicato, peonia, liquirizia e tabacco, la cui straordinaria complessità conferma il grande potenziale di invecchiamento di questo vino. La dimensione minerale dei pendii granitici si percepisce sul fondo del bicchiere con accenti di pietra calda.
Al palato si dispiega una consistenza succosa, la cui trama minerale e precisa conferisce al vino una grande verticalità. I piccoli frutti neri polposi si esprimono con nitidezza, sostenuti da note di spezie e pietra calda. I tannini ben definiti avvolgono il palato con una trama compatta che si integrerà magnificamente con il passare del tempo. Il retrogusto minerale del finale conferisce al vino una delicata salinità che prolunga a lungo la degustazione.