Armagnac 20 anni | Domaine d'Aurensan
L'Armagnac 20 anni del Domaine d'Aurensan è un distillato di carattere, prodotto nella regione della Ténarèze, nel cuore della Guascogna. La tenuta è a conduzione familiare dalla fine del XIX secolo e viene tramandata ininterrottamente da quattro generazioni. Quasi otto ettari di vigneti, una casa di famiglia e una distilleria al suo centro: questo Armagnac nasce in un contesto privilegiato. Questo 20 anni è un assemblaggio in un’unica botte di diversi piccoli lotti, alcuni dei quali notevolmente più invecchiati. Un lavoro di precisione artigianale, lontano da ogni standardizzazione.
Terroir e vitigni
I vigneti delle tenute affondano le radici in due tipi distinti di terreno: terreni argilloso-calcarei, localmente denominati «peyrousquet», e terreni gessosi e argillosi. Questa dualità pedologica conferisceall’Ugni Blanc, vitigno quasi esclusivo dell’Armagnac tradizionale, una spiccata acidità naturale. È proprio questa acidità a garantire la tenuta alla distillazione e la capacità di invecchiamento. Il terreno svolge il suo lavoro ancora prima che l’alambicco entri in funzione.
Viticoltura e vinificazione
La distillazione viene effettuata in alambicchi a colonna (detti «armagnacais»), un processo continuo proprio di questa denominazione, distinto dal doppio passaggio della Charente. L’acquavite invecchia poi per almeno 20 anni in botti di rovere provenienti dalle foreste della stessa tenuta: rovere di Guascogna, tagliato ed essiccato in loco. Le cantine godono di un elevato tasso di umidità naturale, che rallenta l’evaporazione e favorisce un invecchiamento lento, progressivo e senza bruschi sbalzi. L’imbottigliamento viene effettuato a mano, senza filtrazione, senza additivi e senza colorante caramello. La data di imbottigliamento è riportata su ogni bottiglia. Ogni lotto è quindi tracciabile e unico.
Armagnac 20 anni | Domaine d’Aurensan: il parere del sommelier
Philippe Mischler, sommelier presso Mundovin Questo 20 anni incarna il meglio della Ténarèze: un'acquavite ampia, densa, ma mai pesante. L’assemblaggio da più botti, che può includere acquaviti fino a 41 anni, aggiunge una profondità che le annate giovani non raggiungono. L'imbottigliamento al grado naturale, senza filtrazione, preserva la consistenza e l'integrità aromatica. È un armagnac da servire a 18 °C, in un bicchiere da degustazione leggermente ristretto, che merita di essere lasciato riposare qualche minuto prima di rivelarsi appieno. L’abbinamento suggerito con un pan di spagna al caffè, granella di cacao e fava tonka non è casuale: risponde precisamente alle note tostate e speziate dell’assemblaggio.
Il naso
Al naso si apre con note di frutta secca candita, prugne secche e albicocche, mescolate a una nota di rovere tostato ben integrata. Seguono spezie dolci, cardamomo e vaniglia, esaltate da due decenni di contatto con il legno della Guascogna. Un fondo di cera e di cuoio invecchiato e patinato completa il quadro. Nulla prevale. Tutto si incastra con una precisione che tradisce la lentezza dell’invecchiamento.
Al palato
Al palato, l’attacco è rotondo, avvolgente, privo di aggressività. La consistenza è densa ma l’equilibrio c’è, sostenuto da una sottile tensione che allunga il finale. I tannini del rovere si sono amalgamati con il tempo: se ne percepisce la presenza come una struttura, non come una ruvidità. Il finale è lungo, leggermente speziato, con una persistenza di frutta secca e un tocco di liquirizia. Un distillato che non ha fretta.